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Strage di Linate, 18 anni fa l’incidente all'aeroporto che provocò 118 morti

3' di lettura

Nello scalo milanese, l’8 ottobre del 2001, un velivolo della Scandinavian Airlines si schiantò in fase di decollo con un Cessna che per sbaglio aveva invaso la pista. Il bilancio fu disastroso

Furono 118 i morti e un solo superstite quelli causati dal disastro aereo di Linate avvenuto l’8 ottobre del 2001. Quel giorno un velivolo della Scandinavian Airlines si scontrò in pista con un Cessna per poi sbattere contro l’edificio di smistamento bagagli e prendere fuoco. Si tratta dell’incidente aereo più grave nella storia dell’aviazione italiana.

Le dinamiche dell’incidente

Non erano ancora le 8 del mattino quando l’aereo McDonnell-Douglas MD-87 della compagnia di bandiera svedese, danese e norvegese si preparava al decollo. Erano 104 i passeggeri all’interno del velivolo ai quali si aggiungevano i sei membri dell’equipaggio. In quei momenti i controllori di volo di Linate autorizzavano il decollo anche dell’aereo privato Cessna Citation. Tuttavia, al posto di dirigersi verso la pista Romeo 5, il Cessna si diresse verso la pista Romeo 6, quella destinata al volo della Scandivian Airlines in direzione Copenaghen. A causa degli avvisatori automatici di invasione spenti, per via dei numerosi falsi allarmi del sistema, nessuno si accorse di nulla. Inoltre, la ridotta visibilità dovuta alla fitta nebbia impedì alla torre di controllo di vedere due aerei nella stessa pista e non c’era ancora un radar di terra a Linate. Alle 8:10, l’aereo di linea della Scandinavian, che viaggiava in fase di decollo a circa 270 km/h, si schiantò contro il Cessna provocando un impatto violentissimo che uccise tutti gli occupanti del velivolo privato. Successivamente l’MD-87 si schiantò contro l’edificio dello smistamento bagagli incendiandosi: morirono tutti i passeggeri, tra cui 48 italiani e i membri dell’equipaggio, più quattro addetti che si trovavano all’interno della struttura. Si salvò solo un quinto addetto che rimase gravemente ustionato.

I resti del Cessna Citation sulla pista di Linate. (Ansa)

Cause e processi

Fu una serie di concause a provocare l’incidente aereo di Linate l’8 ottobre 2001: l'inadeguatezza della struttura e della segnaletica di pista, la fitta nebbia e le condizioni meteorologiche avverse, la mancanza di una strumentazione adatta. Il successivo processo per strage colposa si concluse a sette anni dal disastro. La Cassazione diede cinque condanne con pene comprese fra tre e sei anni e mezzo. Furono tre i patteggiamenti e altrettante le assoluzioni. Dopo l’episodio venne installato il radar di terra e fu regolamentata e messa a norma la segnaletica dell'aeroporto milanese. Nacque inoltre il Comitato 8 ottobre che riunisce i familiari delle vittime della tragedia e si occupa di sensibilizzazione e divulgazione delle informazioni sulla sicurezza del volo.

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