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Alluvione Livorno, chiesto processo per l'ex sindaco Nogarin: "Omicidio colposo plurimo"

2' di lettura

Nella notte tra il 9 e il 10 settembre 2017 morirono 8 persone. Richiesta di giudizio anche per l'ex capo della protezione civile. A gennaio l'udienza preliminare

La procura di Livorno ha chiesto il rinvio a giudizio dell'ex sindaco Filippo Nogarin (M5S) per l'inchiesta sull'alluvione che colpì Livorno nella notte tra il 9 e il 10 settembre 2017, causando otto morti. Chiesto il processo anche per l'ex responsabile della Protezione civile comunale, ed ex comandante della polizia municipale della città toscana, Riccardo Pucciarelli. L'ipotesi di reato contestata è concorso in omicidio colposo plurimo.

Otto le vittime

A provocare la morte degli 8 livornesi fu l'esondazione di due corsi d'acqua, il Rio Ardenza e il Rio Maggiore (il racconto di un testimone). La polemica fu sulla preparazione e sulla gestione dell'emergenza nelle ore in cui i due canali stavano esondando nonostante l'allerta arancione arrivata dalla Regione il giorno prima e i ripetuti allarmi di quella stessa notte provenienti sempre dal centro meteorologico regionale (le foto). La macchina organizzativa del Comune infatti non fece niente per avvertire di persona i residenti nelle aree a più alto rischio idrico di cui la struttura comunale e in particolare della protezione civile erano a conoscenza. 

Nogarin: sollevato che un giudice terzo valuti

Immediato il commento dell'ex sindaco che dice di aver appreso dalla stampa la notizia della richiesta di rinvio a giudizio. "C'è voluto un po' di tempo evidentemente per arrivare a questa decisione, visto che le indagini si sono chiuse esattamente 9 mesi fa -  scrive su Facebook - In ogni caso, per certi versi sono sollevato: finalmente sarà un giudice terzo e dunque indipendente a valutare i fatti e i documenti e ad esprimersi sul mio operato". Tutti i cittadini di Livorno, aggiunge "hanno il diritto di avere giustizia. E io continuo a credere profondamente nella giustizia".

Le indagini

L'inchiesta venne aperta il giorno dopo l'ondata di maltempo. Morte e devastazione arrivarono da tre torrenti 'tombati' (12mila fiumi piombati in Italia): acqua, fango e detriti invasero le case che si trovavano lungo i loro corsi e portarono via 8 persone tra le quali Filippo, un bimbo di 4 anni, i suoi genitori e il nonno.

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