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Scuola, Save the Children: soltanto un bambino su dieci ha accesso all'asilo nido pubblico

3' di lettura

I posti sono scarsi e le strutture non adeguate: l'analisi dell'organizzazione mostra un quadro scoraggiante per il Paese. La situazione peggiore in Calabria e in Campania, dove meno del 4% è iscritto. Conseguenze in famiglia, ma soprattutto nello sviluppo psico-fisico

Posti insufficienti e disuguaglianze fin da piccolissimi. In Italia, solo 1 bambino su 10 può accedere a un asilo nido pubblico. È quanto emerge da un’indagine di Save the Children, l'organizzazione internazionale che da 100 anni si occupa dei diritti dell’infanzia. A rimetterci è soprattutto chi viene da famiglie economicamente svantaggiate e che ha quindi più difficoltà ad accedere alla rete degli asili privati non convenzionati. Lunedì 9 settembre, in occasione del discorso di fiducia alla Camera, il premier Conte ha manifestato l'intenzione del governo di intervenire per azzerare totalmente le rette per la frequenza di asili-nido e micro-nidi per le famiglie a basso reddito. "Siamo felici che il primo punto d'azione del governo di @GiuseppeConte riguardi gli #asilinido e il contrasto delle disuguaglianze che nascono già nei primissimi anni di vita" è la risposta di Save the Children.

Il rapporto di Save the Children

Il rapporto dell’organizzazione è il risultato di un’indagine pilota condotta tra marzo e giugno 2019 in 10 città e province italiane - Brindisi, Macerata, Milano, Napoli, Palermo, Prato, Reggio Emilia, Roma, Salerno e Trieste - realizzata in collaborazione con il Centro per la Salute del Bambino, che ha anche fornito una supervisione scientifica insieme all'Istituto degli Innocenti e all'Università di Macerata. Dall’analisi, che ha coinvolto direttamente 653 bambini di età compresa tra 3 anni e mezzo e 4 anni e mezzo, viene fuori un quadro tutt’altro che incoraggiante. Fanalini di coda regioni come Calabria e Campania, dove la copertura è pressoché assente e, rispettivamente, solo il 2,6% e il 3,6% dei bambini frequenta un nido pubblico.

Chi non accede al nido è penalizzato

Frequentare l'asilo nido non è solo un aiuto ai genitori che lavorano ma si dimostra un fattore determinante dello sviluppo del bambino. La valutazione di Save the Children, utilizzata in 40 paesi nel mondo, verte su quattro aree di sviluppo: fisico-motorio, linguistico, matematico e socio-emozionale.  La valutazione, in particolare, avviene attraverso compiti e giochi, quali ad esempio identificare una lettera o un numero o fare dei raffronti e delle misurazioni. I bambini che hanno frequentato l'asilo nido hanno risposto in maniera appropriata a circa il 47% dei quesiti proposti a fronte del 41,6% di quelli che hanno frequentato servizi integrativi, che sono andati in anticipo alla scuola dell'infanzia o che sono rimasti a casa e non hanno quindi usufruito di alcun servizio. Una differenza ancor più marcata per i minori provenienti da famiglie in svantaggio socio-economico. Tra questi, infatti, coloro che sono andati al nido hanno reagito appropriatamente al 44% delle domande contro il 38% dei bambini che non lo hanno frequentato.

Per quanto riguarda l'ambito matematico, ad esempio, i bambini tra i tre anni e mezzo e i quattro anni e mezzo in condizioni di svantaggio socio-economico che non hanno riconosciuto alcun numero sono stati il 44% tra coloro che sono andati al nido; la percentuale arriva al 50% per i bambini che non lo hanno frequentato. Allo stesso modo, se più del 14% dei bambini che hanno frequentato il nido riconosce tra 6 e 10 numeri, la percentuale scende al 9,6% per chi non ci è andato. L'indagine di Save the Children dimostra anche che i bambini in svantaggio socio-economico che hanno frequentato il nido riconoscono più lettere rispetto agli altri.
 

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