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Caso Siri, Arata intercettato: i politici quando li usi paghi

i titoli di sky tg24 delle 18 del 22 luglio

4' di lettura

In alcune intercettazioni, l'imprenditore fa riferimento al rapporto con l’ex sottosegretario leghista e si vanta di averne sostenuto l'ingresso nel governo. Avrebbe anche cercato di far avere un incarico agli Esteri al figlio. Ira Di Maio: “Fatto gravissimo”

“I politici sono come le banche, li devi usare! E ogni volta che li usi, paghi. Non è che c'è l'amico politico, non c'è l'amicizia in politica". L'imprenditore Paolo Arata, indagato dalla Procura di Roma (L'ARRESTO), in un’intercettazione dello scorso settembre (agli atti dell'inchiesta) dipinge un quadro in cui la politica è descritta come un mezzo per ottenere provvedimenti utili al proprio business: il mini-eolico e le fonti rinnovabili. Il riferimento è a quella promessa di denaro, circa 30 mila euro, che Arata avrebbe fatto all'ex sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri in cambio di favori. Per ottenerli - ipotizzano gli inquirenti - Siri avrebbe dovuto ottenere un ruolo di primo piano a livello governativo. E in questa direzione l’imprenditore si sarebbe mosso per trovare sponsorizzazioni in favore dell'esponente leghista, come da lui stesso sollecitato. Ma dalle carte dell'inchiesta romana che coinvolge l'imprenditore e l'ex sottosegretario, emergono numerose nuove intercettazioni, citate in una informativa della Dia di Trapani, depositata dai pm in vista dell'incidente probatorio, fissato per il 25 luglio (LE TAPPE DEL CASO SIRI).

Inquirenti: Arata “sponsorizzò” Siri per incarico governo

Arata si "prodigò" nel maggio del 2018 su richiesta di Siri "affinché quest'ultimo ottenesse un incarico di Governo”, secondo quanto emerge dall'informativa della Dia. "Dopo che Arata aveva ottenuto l'opposizione pubblica (tramite Siri) della Lega rispetto all'emanando decreto sulle Rinnovabili, il cosiddetto decreto Calenda, (“Ci mettiamo mano al 100% al decreto sulle rinnovabili, l'ho fatto bloccare”, afferma in una intercettazione Arata), e proprio mentre stava tentando di fare inserire un testo di apertura verso gli impianti di biometano, nel Contratto di Governo, contestualmente si prodigava, su richiesta di Siri, affinché quest'ultimo ottenesse un incarico di Governo”. Gli inquirenti scrivono che “il 17 maggio 2018 Paolo Arata dice al figlio Francesco di avere 'sponsorizzato' Siri a Berlusconi, tramite Gianni Letta.

I tentativi di piazzare il figlio agli Esteri

Viene citato anche Salvini, il quale, sempre a detta di Arata "non sa dove mettere Armando. Poi io gli ho detto che deve fare il vice ministro con la delega dell'energia e lui lo ha chiesto a Salvini e lui ha chiamato anche casa nostra ieri". Ma non risultano, annota la Dia, telefonate tra Arata e Salvini. E ancora: nei giorni precedenti "alla formazione dell'attuale governo, l'imprenditore si prodiga (su richiesta esplicita di Siri) affinché quest'ultimo ottenga un importante incarico" e chiede aiuto al cardinale statunitense Burke, importante esponente della Chiesa cattolica. L'imprenditore dell'eolico "auspicava in particolare un intervento dell'alto prelato - è detto nell'informativa - direttamente su Giancarlo Giorgetti in favore di Siri. Ma l'informativa prosegue affermando che "a dire dell'Arata, Letta si sarebbe anche adoperato per 'intervenire' (non si sa in che termini) su Giorgetti in favore del figlio Federico Arata". Arata avrebbe chiesto anche al cardinale Burke un aiuto per il figlio Federico, per fargli ricoprire l'incarico di viceministro al ministero degli Esteri". Sul punto Arata non ha dubbi: ".. sarebbe una cosa importante per tutti... perché rischia di andare agli esteri Di Maio... e ora capisce... e allora gli mettiamo a fianco Federico... beh è una bella garanzia... ecco per tutti...".

Di Maio: Arata tentò sabotare M5S, pretendo chiarezza

Le ultime intercettazioni hanno scatenato la dura reazione del vicepremier del M5s Luigi Di Maio: si evince che "c'è stato un momento in cui mentre si formava il governo qualcuno come Arata ha dichiarato di volermi controllare nominando un sottosegretario agli Esteri dove si pensava andassi. E' un fatto gravissimo. Se qualcuno, esterno al governo, ha provato a manipolare le scelte di governo mi aspetto - e lo chiederò alla magistratura - la massima chiarezza. Se qualcuno ha provato a controllare o sabotare l'azione del M5S al governo pretendiamo la massima chiarezza".

Il fallito tentativo di arrivare al Colle

Dalle carte emerge anche il tentativo, fallito, di arrivare al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "Nella serata del 17 maggio 2018, Federico Arata chiama il padre Paolo dicendogli senza mezzi termini - si legge nell'informativa - che Siri lo aveva chiamato poco prima chiedendogli di contattare l'ambasciatore americano in Italia affinché costui intervenisse sul presidente Mattarella per 'sponsorizzarlo' per un incarico governativo, poi aggiungeva che aveva provato a chiedere al cardinale Burke di avvicinare il suddetto ambasciatore, senza ottenere l'effetto sperato, atteso che il cardinale gli aveva riferito di non avere rapporti con quel diplomatico".

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