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Foggia, sassaiola contro migranti che andavano al lavoro: due feriti

Proteste dei braccianti a Bari

3' di lettura

Le pietre sono state lanciate da un'auto in corsa. "Ho paura", ha detto una delle vittime dell'aggressione. I fatti sono stati denunciati ai carabinieri. Intanto, una delegazione di lavoratori guidati dal sindacato Usb ha occupato simbolicamente la Basilica di Bari

Aggressione a colpi di pietra contro un gruppo di migranti. A Foggia, due stranieri sono stati colpiti alla testa e hanno riportato un trauma cranico e due ferite. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, i migranti - che vivono in una ex fabbrica alla periferia della città pugliese - stavano andando al lavoro in bicicletta quando un'automobile con a bordo alcuni ragazzi li ha affiancati. A quel punto è partita la sassaiola. I migranti hanno denunciato tutto ai carabinieri che, questa mattina, sono tornati nella ex fabbrica per ascoltare le vittime della sassaiola. Nel frattempo, una delegazione di braccianti della provincia di Foggia e del ghetto di Borgo Mezzanone ha occupato questa mattina simbolicamente la Basilica di San Nicola di Bari. 

La paura dei migranti

Oggi, molti migranti non sono andati al lavoro, anche per paura. "Non sono andato al lavoro - ha raccontato una delle due vittime, un cittadino della Guinea Bissau - ho paura di trovare ancora quei ragazzi". Sull'accaduto è intervenuta la Flai Cgil di Foggia: "Appare evidente il clima di odio fomentato anche da azioni di forze politiche che fanno della discriminazione razziale verso gli immigrati che vivono e lavorano in questa provincia, l'unico impegno politico concreto, dimenticandosi delle difficoltà che i cittadini vivono ogni giorno, addossando qualsiasi responsabilità alla presenza di persone extracomunitarie".

L'occupazione della Basilica

L'occupazione della Basilica di Bari, invece, è stata organizzata da Coordinamento lavoratori agricoli USB Foggia e "si inserisce - spiega una nota del sindacato a firma di Aboubakar Soumahoro - nel più ampio percorso di lotta dei braccianti che vivono nei ghetti del territorio foggiano". In un appello vengono chiesti un incontro con l'arcivescovo e "soluzioni abitative". È "una lotta contro l'indifferenza della Regione Puglia e del Governo gialloverde - si sottolinea - che cerca di trasformare una questione sociale in una questione di pubblica sicurezza. Nelle campagne del foggiano si continua con l'attacco alle 'baracche', per radere al suolo i campi dei braccianti senza una soluzione alternativa". I migranti in protesta, nel chiedere un incontro con l'arcivescovo di Bari, si sono lamentati del fatto che "da troppo tempo si attendono risposte e l'avvio di un tavolo regionale sui temi dell'agricoltura e del bracciantato, si chiedono incontri alle istituzioni regionali, in primis al presidente Emiliano, ma finora nulla si è concretizzato". "Siamo, quindi, costretti a compiere azioni altamente simboliche", spiegano ancora, "con l'auspicio di incontrare le autorità ecclesiastiche della città capoluogo".

Data ultima modifica 16 luglio 2019 ore 14:03

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