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Scontro treni in Puglia, il ricordo dei parenti delle vittime a 3 anni dalla strage. VIDEO

3' di lettura

L’Associazione strage treni in Puglia ha pubblicato queste immagini per ricordare la tragedia che il 12 luglio 2016 provocò 23 morti e 50 feriti. Nel filmato si sente la telefonata concitata di una passeggera che invoca i soccorsi 

Sono passati tre anni dalla tragedia del 12 luglio 2016, quando in un terribile scontro tra due treni nei pressi di Andria, in Puglia, morirono 23 persone e 50 rimasero ferite (LE FOTO). L’Associazione strage treni in Puglia (Astip) ha pubblicato su Facebook un video commemorativo. Nel filmato si sente anche l’audio di una telefonata di richiesta di soccorso, fatta poco dopo il disastro da una passeggera del convoglio partito da Andria. "Un incidente bruttissimo, c'è stato uno scontro tra treni. Il controllore sta male, sta malissimo, sta perdendo sangue, sta perdendo conoscenza. I treni adesso sono fermi, nei campi. Mandate un'ambulanza, per favore, fate presto”, chiede la donna in lacrime.

“Tre anni di silenzio delle istituzioni”

La voce della donna è accompagnata dalle foto dei treni accartocciati tra gli ulivi. In coda al video ci sono brevi commenti di alcuni familiari, che ricordano con dolore quegli attimi. "Tre anni di dolore, tre anni di silenzio delle istituzioni. Come si può dimenticare questa immane tragedia?" è scritto sulla pagina Facebook dell'Astip, che riunisce molti familiari delle vittime, nel post che accompagna il video.

La strage

Sono passate da poco le 11 del 12 luglio 2016 quando avviene lo scontro tra i due treni che stanno viaggiando in direzioni opposte - su un binario unico con blocco telefonico - a velocità comprese tra 94 e 101 km/h, in una tratta dov’è consentita una velocità massima di 110 km/h. Uno dei due convogli va in direzione sud-est, proveniente da Andria, l’altro, invece viaggia verso nord-ovest, proveniente da Corato, sulla linea ferroviaria Bari-Barletta. L’impatto si verifica in una curva affiancata da uliveti. Proprio il punto dello schianto spiega il motivo per cui nessuno dei due macchinisti ha il tempo di azionare la frenata d’emergenza per evitare la collisione: la visibilità è limitata ed è praticamente impossibile accorgersi dell’altro treno. Nello schianto vengono coinvolte le prime due carrozze e la parte anteriore della terza di uno dei due mezzi, e la prima carrozza dell’altro. A bordo sono presenti 84 persone, di cui quattro ferrovieri. Lo scontro provoca 23 vittime e il ferimento di 51 passeggeri. Nell'incidente, tra gli altri, perdono la vita entrambi i macchinisti, il capotreno di uno dei due convogli, un dirigente di movimento fuori servizio. L’inchiesta, chiusa nel dicembre del 2017, ha evidenziato un errore di comunicazione tra le due stazioni di provenienza dei convogli: in un primo momento, sono 19 gli indagati a vario titolo. Il successivo processo, iniziato nell’aprile del 2019, non si è ancora concluso e vede coinvolti 18 imputati.

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