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Migranti, indagato comandante Sea Watch. Scontro tra Salvini e Anm

4' di lettura

È accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Il ministro dell'Interno sul pm di Agrigento: "Se la magistratura impone la sua legge, ne prendiamo atto". Dall'Associazione magistrati parlano di "dichiarazioni intimidatorie" e "delegittimanti"

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Favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Questa l'accusa per il comandante della Sea Watch, Arturo Centore, iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Agrigento, che ha inoltre convalidato il sequestro della nave. "Allora non era Salvini cattivo con le Ong, questo conferma quello che sostengo da mesi: le Ong aiutano gli scafisti, se c'è un procuratore che finalmente lo dice, il mio è un bel lunedì", ha commentato il leader leghista, aggiungendo però che "il porto alla Sea Watch è stato aperto per iniziativa della procura, il prefetto ha ribadito fino all'ultimo l'ordine di non farli sbarcare. Poi se la magistratura impone la sua legge ne prendiamo atto". Ma, ha aggiunto, "se dovessi ritenere che qualcuno si vuole sostituire al Governo non starò zitto". Parole che hanno fatto insorgere l'Associazione nazionale magistrati: "Le recenti dichiarazioni del ministro dell'Interno delegittimano la magistratura, alludendo a decisioni assunte in base a orientamenti politici, e sembrano approvarne o meno l'operato a seconda del contenuto" (LO SPECIALE MIGRANTI). 

Salvini: "Nessuno mette in discussione i magistrati"

Dopo lo sfogo della notte, quando su Facebook si era rivolto direttamente al procuratore agrigentino per chiedergli "spiegazioni" ("è lei ad aver autorizzato" lo sbarco? "Da lei, Patronaggio, sono stato accusato di sequestro di persona. Non sono simpatico a questo signore"), Salvini ha parzialmente frenato. "Nessuno mette in discussione" il lavoro dei magistrati: "ho pieno rispetto delle indagini e prendo atto con soddisfazione che è stato indagato il comandante della Sea Watch per favoreggiamento, a riprova del fatto che non è una fantasia quello che denuncio da mesi", ha detto in giornata. "Questi sono aiutanti degli scafisti e spero che la procura vada fino in fondo", ha sottolineato il ministro, ribadendo che ci sono "evidenze di connivenze tra trafficanti di esseri umani e aiutanti di esseri umani". "Conto - ha aggiunto - che questo sia stato l'ultimo viaggio illegale di questa nave fuorilegge".

Anm: "Dichiarazioni intimidatorie"

Per la Giunta esecutiva centrale e quella di Palermo dell'Anm, però, le dichiarazioni del ministro "hanno innegabile carattere intimidatorio e rischiano di suscitare un clima di avversione nei confronti dei singoli magistrati e della Istituzione tutta". "La legittimazione della magistratura trova fondamento nella Costituzione", ricorda l'Anm in una nota, sottolineando che i magistrati hanno "l'obbligo di accertare i fatti e giudicare applicando le leggi dell'ordinamento, uguali per tutti, in nome del Popolo Italiano". L'Associazione nazionale magistrati esprime quindi "solidale vicinanza ai colleghi, certi che nulla condizionerà il loro lavoro". In giornata, a difesa della magistratura, era sceso in campo anche il presidente dell'Anm, Pasquale Grasso, che pur senza commentare nello specifico la vicenda giudiziaria della Sea Watch e le parole di Salvini, afferma che i magistrati sono soggetti che, "agiscono in nome del popolo italiano non secondo investitura elettorale, ma in forza di una legittimazione tecnica, fortemente voluta e perseguita dai costituenti". Ancora più forti le parole dell'ex procuratore capo di Torino Armando Spataro: "Senza retorica, mi inchino di fronte ai colleghi di Agrigento. Stringiamoci attorno a loro, se necessario scendiamo in piazza in loro onore, parliamo e informiamo".

Di Maio: lavoriamo per redistribuzione in Ue

Sul caso Sea Watch è intervenuto anche il vicepremier, Luigi Di Maio: "Per quanto mi riguarda, chi arriva in Italia ed è costretto a sbarcare con l'azione della magistratura, va redistribuito in altri paesi europei. Adesso invece di piangersi addosso mettiamoci al lavoro per portare questi migranti in altri paesi europei". Quanto alla modalità dello sbarco dei migranti della Sea Watch, il leader 5 Stelle chiede che sia "Salvini a spiegare la questione della Sea watch. E' lui il ministro degli interni, è lui che comanda le forze dell'ordine, è lui che porta avanti le politiche dell'immigrazione".  Il ministro Toninelli, invece, chiamato in causa proprio da Salvini sullo sbarco ("la Guardia Costiera dipende dal ministro Toninelli"), chiarisce di non aver "aperto alcun porto. Non si aprono porti a chi non rispetta le convenzioni internazionali e il diritto del mare". E aggiunge: "Salvini poteva chiamarmi".

Indagato il comandante della nave

Intanto, sul caso della Sea Watch, sequestrata ieri sera e dalla quale sono stati fatti sbarcare i 47 migranti, le indagini coordinate dal procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio proseguono sia per l'individuazione degli eventuali trafficanti di esseri umani coinvolti, "sia per la valutazione della condotta della Ong". Il comandante sarà interrogato domani alle 12 in procura. In particolare, è accusato di "avere trasportato illegalmente in Italia 65 extracomunitari soccorsi in acque libiche".

Data ultima modifica 20 maggio 2019 ore 20:15

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