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Furbetti del cartellino all'Asl di Foggia: 8 arresti per assenteismo

2' di lettura

I finanzieri del Comando provinciale hanno eseguito un’ordinanza nei confronti di diversi dipendenti dell’ospedale di San Severo. Dalle indagini è emerso che le false attestazioni di presenza, per un totale di oltre 5.300 ore, erano avvenute dal 2014

Timbravano il cartellino e abbandonavano il posto di lavoro: per questo motivo, finanzieri del Comando Provinciale di Foggia hanno eseguito un’ordinanza cautelare applicativa degli arresti domiciliari per otto dipendenti dell'ospedale di San Severo che fa parte dell'Asl di Foggia. Tra loro anche un primario, in servizio in un paese della provincia. Un dirigente della stessa Asl è stato sospeso dal servizio. L'accusa è di truffa nei confronti della Asl.

Timbravano al lavoro ma facevano tutt’altro

Attraverso l'esame dei filmati acquisiti delle telecamere - nascoste vicino all'apparecchiatura marcatempo del presidio ospedaliero - e attività di carattere tecnico, i finanzieri hanno accertato che numerosi dipendenti attestavano la presenza sul luogo di lavoro ma, di fatto, erano impegnati in attività estranee al contesto lavorativo. Gli indagati, nel momento in cui si allontanavano dal posto di lavoro, provvedevano - direttamente o grazie a due colleghi complici e addetti all'inserimento dei dati nelle attività di servizio prestate - ad alterare le informazioni contenute nel sistema informatico di registrazione delle presenze. Un altro dipendente, invece, simulando di aver dimenticato il badge a casa, provava la presenza con un'attestazione cartacea del proprio dirigente anche quando questi era assente dal servizio.

Assenze per oltre 5.300 ore dal 2014

Dalle indagini è emerso che le false attestazioni di presenza, per un totale di oltre 5.300 ore, erano avvenute dal 2014. Accertate, inoltre, le diverse attività svolte durante le assenze dal servizio: si va dall'operatore tecnico che collaborava nella gestione del bar della moglie, ai vari dipendenti che si intrattenevano in lunghe chiacchierate con amici e parenti in bar cittadini, fino al primario che si allontanava dall'ospedale per interi pomeriggi in giro per la città o facendo rientro a casa. Lo stesso, in alcune occasioni, attestava anche di aver eseguito prestazioni specialistiche ricorrendo a ore di straordinario al fine di smaltire le cosiddette liste d'attesa dei pazienti. Infine, un operatore tecnico specializzato che, dopo aver trascorso intere giornate ai lidi balneari, pur risultando in servizio, pubblicava foto sui social network in cui era perfettamente visibile.

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