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Domenica delle Palme, Papa Francesco: "Pregare per pace in Medioriente e Terra Santa"

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Il pontefice ha benedetto ramoscelli e ulivi, in piazza San Pietro, nella celebrazione liturgica a una settimana da Pasqua: "Trionfalismo e mondanità - ha poi ricordato Bergoglio ai fedeli - sono pericoli per la Chiesa"

Pregare "per la pace in Terra Santa e in Medioriente", scegliere "la via dell’umiltà" e rinunciare al "trionfalismo" e alla "mondanità", come fece il Signore. Sono i messaggi  di Papa Francesco nella messa della domenica delle palme. Il pontefice è entrato in processione in piazza San Pietro, dove ha presieduto la solenne celebrazione liturgica della Passione del Signore, a una settimana da Pasqua. Al centro della piazza, presso l'obelisco, il Papa ha benedetto le palme e gli ulivi e, al termine della processione che raggiunge il sagrato, ha celebrato la messa.

"Pregare per la pace"

"Nel contesto di questa domenica ho voluto offrire a tutti voi, convenuti in Piazza San Pietro, una speciale corona del Rosario", ha detto Papa Francesco all'Angelus, al termine della messa. "Queste corone in legno di ulivo - ha spiegato - sono state realizzate in Terra Santa espressamente per l'Incontro mondiale dei giovani a Panamà del gennaio scorso e per la Giornata di oggi. Rinnovo perciò ai giovani e a tutti il mio appello a pregare il Rosario per la pace, in modo speciale per la pace in Terra Santa e in Medioriente". Alla celebrazione hanno infatti preso parte, in occasione della ricorrenza diocesana della XXXIV Giornata Mondiale della Gioventù, giovani di Roma e di altre diocesi.

"La mondanità spirituale è il maggior pericolo"

"Anche oggi, nel suo ingresso in Gerusalemme - ha detto Bergoglio ai fedeli - Lui ci mostra la via. Perché in quell'avvenimento il maligno, il Principe di questo mondo aveva una carta da giocare: la carta del trionfalismo, e il Signore ha risposto rimanendo fedele alla sua via, la via dell’umiltà”. Secondo il Pontefice, "il trionfalismo cerca di avvicinare la meta per mezzo di scorciatoie, di falsi compromessi. Punta a salire sul carro del vincitore”. Per il Papa "il trionfalismo vive di gesti e di parole che però non sono passati attraverso il crogiolo della croce; si alimenta del confronto con gli altri giudicandoli sempre peggiori, difettosi, falliti…” e, ha aggiunto il pontefice, "una forma sottile di trionfalismo è la mondanità spirituale che è il maggior pericolo, la tentazione più perfida che minaccia la Chiesa. Gesù ha distrutto il trionfalismo con la sua Passione".

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