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Senatore Pillon condannato per aver diffamato circolo gay di Perugia

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L'esponente della Lega, nel 2014, aveva commentato alcune iniziative del circolo e ora è stato condannato in primo grado per quelle affermazioni. Dovrà anche risarcire, in sede civile, il circolo e un attivista con 30mila euro. Lui: “Difendere le famiglie costa caro”

L’avvocato Simone Pillon, attuale senatore della Lega, è stato condannato da un giudice di Perugia per diffamazione nei confronti del circolo gay Omphalos. Pillon dovrà pagare una multa di 1.500 euro per alcune affermazioni con le quali aveva commentato - quando ancora non era parlamentare - una loro iniziativa nelle scuole. Per Omphalos ora “giustizia è fatta”, mentre per il senatore "difendere le famiglie dall'indottrinamento costa caro", ha commentato dopo la sentenza.

“Ricorrerò in appello”

Il giudice ha disposto anche il risarcimento, da liquidarsi in sede civile, nei confronti dello stesso circolo e di un attivista, con una provvisione complessiva di 30 mila euro (20 a Omphalos e 10 all'attivista), al pagamento della quale il giudice ha subordinato la sospensione della pena. Il parlamentare, che ha assistito in aula alla lettura della sentenza, ha detto: “È un primo grado, non una sentenza definitiva. Ci sarà spazio per l'appello". "Certo è - ha detto ancora Pillon - se difendere le famiglie che non vogliono che i loro figli siano indottrinati con i gender porta a queste conseguenze credo che ci sia un problema serio di liberà d'opinione nel nostro Paese". Alla domanda se rifarebbe le affermazioni al centro del processo, il senatore ha risposto "sì".

Il processo e le accuse

Pillon è stato processato per quanto detto come consigliere nazionale del Forum delle associazioni familiari in tre incontri, tutti nel 2014: ad Assisi e Bastia Umbra, a giugno, a San Marino, ad agosto, e ad Ascoli Piceno, a novembre. Quando cioè non era ancora senatore. I suoi interventi finirono poi sul web. In particolare Pillon è stato accusato di avere offeso la reputazione di Omphalos e dei suoi membri "diffondendo notizie non corrispondenti al vero sull'attività di informazione e di prevenzione delle malattie venere svolte dall'associazione, attribuendole iniziative e messaggi distorti rispetto al loro effettivo contenuto". In particolare - emerge dal capo d'imputazione - sostenendo che un opuscolo intitolato "Lo sapevi che?" destinato alla diffusione tra i giovani fosse un invito ad avere rapporti omosessuali mentre - ha ritenuto l'accusa - aveva la "chiara finalità di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili". Pillon doveva inoltre rispondere di avere additato l'associazione, "impegnata in incontri educativi nelle scuole", come "istigatrice all'omosessualità" o come "soggetto che distribuisce materiale pornografico".

Il circolo: “Ogni centesimo sarà usato per iniziative contro il bullismo”

"Giustizia è fatta nei confronti di un personaggio che ha fatto dell'odio nei confronti delle persone omosessuali e transessuali la sua ragione di battaglia politica", ha detto il presidente di Omphalos Lgbti, Stefano Bucaioni. Diversi attivisti del circolo gay perugino erano in aula al momento della sentenza. Si sono abbracciati, visibilmente soddisfatti. "Annunciamo fin da ora - ha spiegato ancora il presidente del circolo - che utilizzeremo ogni centesimo del risarcimento per incrementare le iniziative contro il bullismo omofobico nelle scuole”. “Non possiamo non far notare a quanti, a Perugia con Pillon e a livello nazionale con Salvini, hanno stretto un'alleanza politica, che l'odio e le campagne false e diffamatorie nei confronti del prezioso lavoro delle associazioni Lgbti non pagano e che queste alleanze qualificano le proprie proposte”, ha concluso Bucaioni.

Arcigay: ora serve una legge contro l'omofobia

"Riteniamo positiva la sentenza che ha condannato il senatore Pillon della Lega, per aver diffamato l'Arcigay di Perugia, i nostri auguri ai volontari e militanti che hanno vinto la causa”, ha commentato Fabrizio Marrazzo portavoce del Gay Center. "Speriamo che questa sentenza - aggiunge - inizi a far capire anche alla politica che i diritti delle persone lesbiche e gay non possono essere calpestati. Resta sempre importante l'approvazione di una legge contro l'omofobia, perché questa causa - conclude - è stata possibile vincerla in quanto il senatore ha fatto delle diffamazioni specifiche, altrimenti, come in molti altri casi sarebbe rimasto impunito".

Data ultima modifica 11 aprile 2019 ore 21:52

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