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San Ferdinando, incendio nella nuova tendopoli in Calabria: un morto

3' di lettura

Un migrante è deceduto in un rogo divampato nella nuova struttura gestita dalla Caritas che si trova a poche centinaia di metri dalla vecchia baraccopoli in cui sono morte tre persone in un anno

Un migrante, di cui non sono ancora note le generalità, è morto la notte scorsa in un incendio divampato nella nuova tendopoli di San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria. La struttura, gestita prima dal Comune, è ora in mano alla Caritas. La tendopoli si trova a poche centinaia di metri dalla vecchia baraccopoli - smantellata nelle scorse settimane - nella quale, in un anno, tre migranti sono morti a causa di incendi divampati nelle strutture fatiscenti di cui era fatta.

La nuova tendopoli attrezzata e vigilata

L'incendio, secondo una prima ricostruzione, si è sviluppato in un angolo della tenda da sei posti - l’unica andata distrutta - dove si trovavano alcuni cavi elettrici. Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco che hanno domato le fiamme. La tendopoli, realizzata alcuni anni fa dalla Protezione civile, è attrezzata, con presenza di servizi igienici e presidi sanitari, ed è vigilata. All'inizio di marzo, la struttura è stata ampliata per consentire il trasferimento di una parte dei migranti che viveva nella baraccopoli - una struttura fatiscente fatta di baracche in lamiera, plastica e cartone - sorta a poche centinaia di metri e che è arrivata ad ospitare, nel periodo invernale della raccolta degli agrumi, anche 3.000 persone.

Nella vecchia baraccopoli tre migranti morti in un anno

La baraccopoli è stata definitivamente abbattuta il 7 marzo scorso. I migranti che sono confluiti nella nuova tendopoli sono stati complessivamente 840. L’ultimo giovane a perdere la vita nella vecchia tendopoli è stato il 29enne senegalese Moussa Ba. Lo scorso 16 febbraio un rogo è divampato tra le baracche, distruggendone 15 e uccidendo l’uomo. Proprio dopo quell'episodio, il ministro dell'Interno Matteo Salvini aveva annunciato che la vecchia struttura sarebbe stata abbattuta. In precedenza, il 27 gennaio 2018, era morta Becky Moses, 26enne nigeriana, mentre il 2 dicembre 2018 Surawa Jaith era deceduto pochi giorni prima del suo 18esimo compleanno. Le operazioni di sgombero, e poi di demolizione delle vecchie baracche, sono cominciate il 6 marzo e si sono concluse il giorno successivo senza alcun problema dal punto di vista dell'ordine pubblico. Nelle scorse settimane, il Viminale ha stanziato 350mila euro per il Comune di San Ferdinando per la gestione della fase post-sgombero e per ripristinare il decoro urbano e garantire "idonee condizioni di vivibilità sul territorio".

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