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Unioni civili, riconosciuto assegno di mantenimento dopo divorzio a una coppia di donne

i titoli di sky tg24 delle 18 del 15 marzo

4' di lettura

Il Tribunale di Pordenone, in una causa tra due donne unite civilmente, ha stabilito un “assegno divorzile” periodico a favore della coniuge più debole economicamente. La sentenza è la prima in Italia dall'approvazione della legge Cirinnà

Il Tribunale di Pordenone in una causa di divorzio fra due donne unite civilmente, ha riconosciuto un assegno divorzile periodico a favore della coniuge più debole. La notizia, riportata dall’Ansa dall'avvocato Maria Antonia Pili, presidente di Aiaf Friuli Venezia Giulia, segna un primo caso del genere in Italia da quando è stata approvata la legge Cirinnà. Protagoniste due donne che già convivevano stabilmente more uxorio dal 2013 e che avevano potuto perfezionare il loro vincolo solo nel 2016, dopo l'intervento della normativa sulle unioni civili.

Cosa dice il provvedimento

L'assegno di mantenimento sarà di 350 euro al mese a carico della coniuge economicamente più forte che occupa ancora l'abitazione condivisa all'epoca della relazione. Nel provvedimento del Tribunale si legge che è "altamente verosimile che nel corso della stabile convivenza delle parti in causa, con inizio già nell'autunno del 2013, siano state adottate dalla donna economicamente più debole decisioni in ordine al trasferimento della propria residenza ed alla attività lavorativa dettate non solo dalla maggior comodità del posto di lavoro rispetto ai luoghi di convivenza (Pordenone piuttosto che Venezia), ma anche dalla necessità di coltivare al meglio la relazione e trascorrere quanto più tempo possibile con la propria compagna, non comprimendo il tempo libero con le ore necessarie per il lungo trasferimento per almeno due volte al giorno".

Legale: applicato il “divorzio diretto”

"La sentenza del Tribunale deriva dall'applicazione del cosiddetto divorzio diretto, che invece non è ancora regolamentato in Italia per le coppie eterosessuali - ha spiegato l'avvocata Maria Antonia Pili, presidente di Aiaf Fvg - in quel caso, il passaggio per almeno sei mesi di separazione è obbligato". La legale ha poi spiegato che "la coniuge economicamente più forte chiedeva il divorzio giudiziale, cioè lo scioglimento dell'unione civile in quanto l'altra non intendeva aderire in via consensuale. La coniuge economicamente più debole ha chiesto e ottenuto invece il riconoscimento di un assegno divorzile periodico che possa colmare il peggioramento delle proprie condizioni economiche dovuto principalmente al fatto di aver lasciato un lavoro più remunerativo e una situazione economica/abitativa comunque più agiata nella sua città di origine, per trasferirsi a Pordenone e stare insieme alla compagna/moglie, con cui aveva ristrutturato e arredato un immobile che era stato destinato a residenza familiare".

Cirinnà: bene sentenza Pordenone

"Mi fa piacere leggere che, per la prima volta, un Tribunale ha applicato la legge sulle unioni civili anche in sede di scioglimento, riconoscendo un assegno alla coniuge debole”, ha detto Monica Cirinnà, senatrice del Partito democratico e relatrice della legge sulle unioni civili. "La legge 76/2016 equipara coppie sposate e coppie unite civilmente anche nella fase di scioglimento dell'unione, riconoscendo anche in questo caso che ogni famiglia ha diritto allo stesso trattamento giuridico", ha concluso.

Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani: sentenza storica

L'avvocato Gian Ettore Gassani, Presidente dell'Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani, parla di “sentenza che possiamo definire assolutamente storica” perché ha sancito l'obbligo al mantenimento “anche a una coppia unita civilmente nel segno della legge 76/2016 che equipara di fatto le coppie sposate a quelle unite civilmente soprattutto in tema di scioglimento del matrimonio e dunque in fase di divorzio". "Coloro che sono uniti civilmente quindi sono in qualche modo tutelati allo stesso modo delle persone sposate e questa ne è una prova plastica - aggiunge Gassani - questo significa che non esiste più la questione di genere marito-moglie ma ogni coppia avrà sempre o potrà sempre avere una parte più ricca e un'altra meno al quale ovviamente spetta il mantenimento”.

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