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Ancona, “untore Hiv” Claudio Pinti condannato a 16 anni e 8 mesi di carcere

2' di lettura

Il 35enne ex autotrasportatore era accusato di lesioni gravissime e omicidio volontario: avrebbe consapevolmente contagiato l'allora compagna, poi morta nel 2017 per una patologia tumorale connessa al virus, e trasmesso l'Hiv a una 40enne con cui aveva una relazione

È stato condannato a 16 anni e 8 mesi di carcere Claudio Pinti, 35enne ex autotrasportatore di Montecarotto (Ancona), accusato di lesioni gravissime e omicidio volontario perché avrebbe consapevolmente contagiato l'allora compagna, poi morta nel giugno 2017 per una patologia tumorale connessa al virus, e trasmesso l'Hiv a una 40enne con cui aveva una relazione. La sentenza è stata emessa ad Ancona con rito abbreviato. La difesa dell'imputato, detenuto ricoverato in ospedale e scortato in aula dalla penitenziaria, valuterà il ricorso in appello.

Pm avevano chiesto 18 anni

Lo scorso 17 gennaio l'accusa aveva chiesto una condanna a 18 anni per Pinti. Le condizioni dell’uomo si sono aggravate negli ultimi mesi perché ha sempre continuato a rifiutare le terapie per l'Hiv. Le parti civili avevano chiesto un risarcimento di 7,5 milioni di euro.

La vicenda

Secondo quanto ricostruito, Pinti sa dal 2009 di essere sieropositivo all’Hiv, ma rinnega tuttora l'esistenza del virus e rifiuta le cure. Ai poliziotti della Squadra Mobile che lo arrestarono il 12 giugno 2018, il 35enne confidò di aver avuto rapporti sessuali con oltre 220 persone, tra donne e uomini, contattati anche in chat e sui social: al momento però la sentenza riguarda solo i due casi specifici. La difesa durante il processo aveva depositato una sua consulenza ritenendo l'accusa di omicidio "infondata".

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