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Vibo Valentia, due arresti per un omicidio del 2015: "Ucciso perché ritenuto pedofilo"

3' di lettura

Francesco Fiorillo, 45 anni, ucciso nel 2015 in un agguato, avrebbe tentato di adescare ragazzini e per questo sarebbe stato ucciso. La svolta nelle indagini è arrivata anche grazie alla ricostruzione in 3D usata per la prima volta in Italia in una indagine per omicidio

Una vendetta per le sue presunte tendenze pedofile. È questa l’ipotesi del Commissariato di Vibo Valentia e dello Sco riguardo all’omicidio di Francesco Fiorillo, di 45 anni, ucciso in un agguato in Calabria il 15 dicembre del 2015. Questa mattina, la polizia ha arrestato due persone accusate di essere gli esecutori materiali dell'assassinio. Per l’omicidio, nel marzo del 2018, era già stato arrestato un ragazzo di 26 anni. Ora in manette sono finiti un ragazzo di 29 anni e uno di 27, entrambi con precedenti per spaccio di droga. Il più giovane dei due, nel 2014, è stato vittima di una gambizzazione. Le indagini proseguono per identificare gli eventuali mandanti dell'omicidio.

L’agguato nel 2015 e gli arresti

Francesco Fiorillo è stato ucciso nel 2015 nella frazione "Longobardi" di Vibo Valentia, mentre rincasava dopo aver parcheggiato la sua macchina. Gli assassini, armati di pistole, lo avevano aspettato nascosti dietro un cespuglio. L’uomo, venditore ambulante, era morto subito. Tre anni dopo, per l’omicidio era stato fermato un 26enne vibonese: era stato identificato grazie al profilo genetico ricavato da un guanto in lattice trovato sul luogo dell’assassinio. L’arresto del 26enne aveva dato il via a nuove indagini, che oggi hanno portato all’arresto di altri due giovani accusati di essere stati suoi complici nell'omicidio.

L’ipotesi della pedofilia

Secondo le indagini, Fiorillo potrebbe essere stato assassinato perché avrebbe tentato di adescare uno o più minori. La scoperta di presunte tendenze pedofile dell’assassinato, inoltre, ha fatto scattare un’altra indagine del Commissariato di Vibo Valentia che, dopo alcuni mesi, ha portato a stroncare un giro di pedofilia in cui era coinvolto anche un sacerdote.

Fondamentale il gps

I due arresti di oggi sono stati fatti in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Vibo Valentia su richiesta della Procura della Repubblica. Per le indagini si è rivelato fondamentale il gps installato sull'automobile di uno dei due arrestati. Il gps era stato impiantato sulla vettura di uno dei due presunti assassini da una società di assicurazioni. È stata proprio questa apparecchiatura a rivelare i movimenti effettuati dall'automobile del presunto omicida di Fiorillo e a permettere di incastrarlo.

Tecniche tridimensionali per ricostruire la scena del crimine

Per la risoluzione di questo "cold case" l'indagine si è avvalsa - per la prima volta in Italia in una indagine per omicidio - di innovative tecniche tridimensionali. La questura di Vibo Valentia, dopo sofisticate indagini tecniche e scientifiche e importanti riscontri balistici e genetici sul luogo dell'agguato, è riuscita a ricostruire in 3D la scena del crimine e a risalire agli autori dell'omicidio.  

Data ultima modifica 06 febbraio 2019 ore 10:42

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