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Courmayeur, morto uno snowboarder caduto durante un fuoripista

I titoli delle 17 di Sky TG24 del 10 gennaio

2' di lettura

La vittima, un 24enne italiano, è precipitata per oltre 100 metri dopo aver cercato di scendere a valle a piedi. L’incidente è avvenuto nella zona vietata del "Canae del Bambino" vicino a Plan de la Gabba. Un altro snowboarder, rimasto illeso, ha lanciato l'allarme

Uno snowboarder italiano di 24 anni, Julian Impagliazzo, è morto dopo essere precipitato per oltre 100 metri da un salto di roccia mentre si trovava fuoripista in una zona vietata di Courmayeur, nella zona del “Canale del Bambino” di Plan de la Gabba, a 1.800 metri di quota. L'amico che era con lui si è salvato fermandosi contro degli alberi e ha dato l’allarme. Insieme stavano percorrendo un'area off limits dal febbraio del 1996, dove nel marzo del 2017 una valanga travolse 18 sciatori, uccidendone tre e ferendone cinque.

La dinamica

Durante la discesa in fuoripista con lo snowboard, trovatosi impossibilitato a proseguire per via del canale che diventa un imbuto, il 24enne ha tentato di scendere a valle con la tavola in spalla ma, probabilmente, è scivolato sul ghiaccio ed è precipitato. "È sceso giù, si è tolto la tavola e poi non l'ho più visto", ha raccontato l’amico al Soccorso alpino della guardia di finanza di Entrèves. Anche lui è scivolato, ma si è salvato grazie ad alcuni alberi che ne hanno arrestato la caduta e ha dato l’allarme chiamando altri tre membri del gruppo che erano rimasti a monte. Sul posto sono intervenuti l'elicottero della protezione civile, con i tecnici del Soccorso alpino valdostano, i finanzieri e il medico del 118, ma per Julian Impagliazzo, originario di Cesena e residente a Scandicci (Firenze), non c’è stato nulla da fare.

La zona vietata

L'itinerario, segnalato come "pericoloso", è vietato agli sciatori in base a una ordinanza comunale. La zona - come sottolinea il Soccorso alpino valdostano - è segnalata come "pericolosa" e l'itinerario è vietato agli sciatori. "È una zona vietata, in fuoripista, non è che noi la presidiamo", spiega Danilo Chatrian, direttore generale di Courmayeur Mont Blanc funivie. Soccorsi di questo tipo non sono rari, ma il più delle volte i freerider si accorgono in tempo dell'impossibilità di proseguire e danno l'allarme. "Succede - spiega Paolo Comune, direttore del Soccorso alpino valdostano - quando c'è poca neve: si rendono conto di scendere in luoghi dove non c'è via di uscita se non con attrezzatura alpinistica".

Data ultima modifica 10 gennaio 2019 ore 20:37

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