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Aumento pedaggi autostradali, Mit: “Fiduciosi sul blocco”

(Ansa)
3' di lettura

Fonti del ministero rivelano “ottimismo” sul possibile annullamento degli aumenti delle tariffe, previsti dal 1° gennaio. Ma la polemica tra Toninelli e i sindaci abruzzesi non si placa e questi ultimi hanno indetto una manifestazione

C’è “aria di ottimismo” al ministero dei Trasporti, dove si ritiene ormai certo il blocco degli aumenti delle tariffe dei pedaggi su gran parte della rete autostradale. Lo rivelano fonti del Mit che spiegano che lo stop riguarderà, in particolare, Autostrade per l’Italia e Strada dei Parchi (A24-A25). Per altre concessionarie, invece, i ritocchi saranno “minimi” e i gestori hanno assicurato che d’ora in poi sarà valutato in modo più puntuale (sul singolo anno anziché ogni cinque anni) il rapporto tra tariffe, andamento dei prezzi e investimenti.

Lo scontro Mit-sindaci
 

Del temuto aumento dei pedaggi autostradali si è parlato spesso nell’ultimo periodo, con il governo impegnato in una trattativa per la A24-A25, l'Autostrada dei Parchi che collega Roma a Pescara e Teramo passando per l'Aquila, zone fra Lazio e Abruzzo ancora in difficoltà per gli effetti dei terremoti degli ultimi anni. Proprio per questo, i sindaci dei territori sono scesi sul piede di guerra e l’esecutivo ha promesso nei giorni scorsi di sterilizzare gli aumenti, con il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli che ha chiesto ai primi cittadini di collaborare invece di protestare, arrivando anche a invitarli a dimettersi. I sindaci però non si arrendono: “Non prendiamo lezioni da chi ha creato un danno d'immagine alle infrastrutture abruzzesi mettendo in scena un balletto surreale sulla tenuta dei piloni delle autostrade”, attacca il sindaco di Navelli (L'Aquila), Paolo Federico, in merito alle polemiche successive al crollo del Morandi. Un dibattito per lo più politico, dato che il ministro accusa i sindaci di non aver protestato in passato contro i loro partiti che avevano permesso l'aumento delle tariffe e i primi cittadini ribattono che “chiedere le dimissioni con argomentazioni retrodatate non fa che mostrare la scarsa attenzione verso la storia del territorio, la mancanza di senso delle istituzioni e l'insufficiente conoscenza delle difficoltà che gli amministratori devono affrontare tutti i giorni”. Per ribadire la propria posizione, è stata fissata una manifestazione dei sindaci per lunedì 31 dicembre alle 9 al casello dell'Aquila ovest dell'A24.

Gli aumenti e le promesse
 

Polemiche a parte, al momento la promessa di annullare gli aumenti resta tale e il Decreto interministeriale (tra Infrastrutture ed Economia) che stabilirà se e quanto aumenteranno i pedaggi potrebbe arrivare solo il 31 dicembre, a poche ore dall’entrata in vigore delle nuove tariffe. Tariffe e aumenti che cambiano a seconda della tratta e della convenzione con le diverse concessionarie. Per la discussa A24-25, ad esempio, l’aumento si aggirerebbe intorno al 19% perché da un lato si scongelerebbe l’aumento (del 13% circa) scattato il 1° gennaio 2018 e bloccato nell’ottobre scorso e dall’altro ci sarebbe un’ulteriore lievitazione del 5/6% prevista dal contratto tra il Mit e la concessionaria Strada dei Parchi. Ma tra quest’ultima e il ministero non scorre buon sangue da qualche mese: dopo la tragedia del Ponte Morandi sono sorte diverse polemiche circa la sicurezza dei viadotti e la Società potrebbe rivendicare gli oneri aggiuntivi impiegati per i lavori sui ponti. Motivo in più per non concedere al Mit la sterilizzazione degli aumenti richiesta.

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