Consigliera M5S insulta i Sì Tav. Appendino si dissocia

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Viviana Ferrero scrive su Facebook che i favorevoli alla Torino-Lione porteranno in piazza “disperati, anziani disinformati, madamin salottiere”. La sindaca prende le distanze e poi la consigliera si scusa. Intanto, i No Tav annunciano una nuova manifestazione

La Tav continua a sollevare scontri e dibattiti, nella piazza reale come in quella social. Questa volta la discussione è partita da un post pubblicato su Facebook dalla consigliera comunale M5S Viviana Ferrero in cui, parlando della manifestazione per il Sì alla Tav che si terrà a Torino sabato, ha scritto: “I Sì Tav daranno battaglia convincendo disperati, anziani disinformati, madamin (signorine, ndr) salottiere, porteranno pullman di persone. Ci sono grandissimi interessi in ballo”. In giornata, dopo la presa di distanze della sindaca Chiara Appendino, sono arrivate anche le scuse della stessa consigliera. Intanto, il movimento No Tav ha annunciato una manifestazione per l’8 dicembre.

Le polemiche via social

"Quella del NoTav/Sì Tav è una guerra, una guerra economica per i Sì Tav dove si mettono capitali pubblici e ricavi privati, il miglior business degli ultimi 25 anni”, si legge nel post della consigliera grillina. “Questo ci darà comunque una ritrovata unità, ci farà capire per cosa siamo entrati nel Movimento, per quale ideale e sete di giustizia". E sempre via social arriva la replica della sindaca Appendino. “Il pensiero della consigliera Ferrero non rappresenta quello di questa Amministrazione, che ribadisce il rispetto e l'ascolto di quanti parteciperanno alla manifestazione di sabato e delle loro istanze", ha scritto su Twitter. Dopo poche ore, arrivano le scuse della consigliera pentastellata: "Rispetto la libertà di manifestare e quanti scenderanno in piazza. Mi scuso se qualcuno si è sentito offeso dalle mie parole", ha scritto, sempre su Facebook, Ferrero.

La manifestazione per il No

Intanto, il movimento di oppositori della Torino-Lione annuncia una "grande manifestazione in piazza" l'8 dicembre a Torino, una data “storica” per i No Tav perché ricorda il giorno "della liberazione", nel 2005 a Venaus, in Val di Susa, dopo gli scontri con le forze dell'ordine davanti al cantiere per l’opera. "Dai vari governi degli ultimi 30 anni non è mai stato permesso un confronto tecnico che, privo di pregiudizi e interessi di sorta, potesse confrontarsi sui dati. E adesso partiti, sindacati e lobby industriali e di categoria, con l'appoggio sfrontato e interessato di tutti i maggiori media, hanno deciso di attaccare il movimento No Tav negando le nostre ragioni documentabili", è l’accusa dei No Tav.

La manifestazione per il Sì

“Quel no alla Torino-Lione, in Consiglio comunale, è stato come un lutto, come se la montagna ci fosse crollata addosso". A dirlo è Patrizia Ghiazza, una delle sette donne manager che stanno organizzando la manifestazione di sabato a sostegno della Tav. La loro vuole essere una "rivoluzione garbata, corretta", aggiunge Giovanna Giordano, altra organizzatrice dell'iniziativa che si propone di essere "senza etichette": "Ci saranno solo quelle dell'Italia e dell'Europa”, in una manifestazione “estremamente pacifica” e “senza urlare”.

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