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Uccise il marito con 12 coltellate, assolta per legittima difesa

La Polizia sul luogo dell'omicidio, a Genova, nel 2017 (Ansa)
3' di lettura

L'omicidio nel 2017 a Genova. L'uomo, come risulta dalle indagini, era stato denunciato e indagato due volte per maltrattamenti e lesioni nei confronti della compagna. Per la donna la procura aveva chiesto una condanna a 16 anni

Nel 2017, con 12 coltellate, uccise a Genova il marito che da anni la picchiava e insultava. Ma Alessia Mendes, ballerina brasiliana di 40 anni, non dovrà rispondere del suo gesto. Lo ha deciso il giudice per l'udienza preliminare, perché si trattò di legittima difesa. Questa tesi era stata sostenuta dal legale della 40enne, ma non da pm che aveva invece chiesto la condanna a 16 anni. 

Procuratore capo Genova: "Legittima difesa deve essere attuale"

"Dobbiamo leggere la motivazione, ma è molto probabile che impugneremo la sentenza. Anche perché occorre valutare se ci sono gli estremi per la legittima difesa", ha detto il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi, dopo l'assoluzione. "La legittima difesa deve essere attuale. E non basta avere subito maltrattamenti per giustificare un delitto. La vicenda poi non è così lineare, visto che la vittima è stata uccisa con 12 coltellate", ha sottolineato Cozzi in riferimento all’omicidio avvenuto nel giugno del 2017, nel quartiere Campasso di Genova. Soddisfatto, invece, l’avvocato della donna. "Fondamentale è stata la Bpa, la Bloodstain pattern analysis - ha detto - Abbiamo ricostruito la scena del crimine tramite l'analisi delle tracce di sangue. La scena parla e quello che dice spesso è oggettivo. Io credo sia la prima volta che a Genova venga usata una consulenza di questo tipo".

Uomo ucciso già denunciato per maltrattamenti 

Dalle indagini condotte dalla squadra mobile, era emerso che il compagno della 40enne era stato denunciato e indagato due volte per maltrattamenti e lesioni nei confronti della donna. Per una prima vicenda era già stato rinviato a giudizio, mentre per il secondo caso le indagini erano ancora in corso. Episodi, questi, tutti avvenuti nell'ultimo anno prima del delitto. Il giorno dell’omicidio, l’ennesima lite fra i due è degenerata: la donna ha impugnato un coltello da cucina e ha colpito il marito. Poi si è barricata in casa, minacciando di suicidarsi, finché non è intervenuta una funzionaria delle volanti che è riuscita a parlarle e a farla desistere. Da quel giorno la donna è in carcere. Quando oggi il giudice l'ha assolta si è inginocchiata e ha iniziato a piangere. Le porte del carcere, però, per lei si apriranno tra qualche settimana, dopo avere scontato una condanna, nel frattempo diventata definitiva, per alcuni grammi di droga che le vennero trovati addosso prima dell'omicidio.

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