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Evaso uccide la moglie nel Vicentino, poi fugge e si spara

2' di lettura

Un 41enne ha sparato alla moglie di 33 anni nella zona industriale di Lonigo. Poi è fuggito e, arrivato alla stazione di servizio di Arino (Venezia), ha rivolto di pistola contro di sé. A luglio era evaso dai domiciliari per violenze contro la donna 

Un uomo ha ucciso la moglie con diversi colpi di pistola all’interno dell’auto sulla quale viaggiavano, nella zona industriale di Lonigo, nel Vicentino, e dopo una breve fuga si è tolto la vita, sparandosi un colpo in bocca nell'area di servizio di Arino (Venezia) dell'autostrada A4. A nulla è servito l'intervento dei medici, che hanno tentato di tenerlo in vita. I due coniugi coinvolti nella vicenda hanno origini serbe. L'uomo, di 41 anni, era evaso lo scorso luglio dagli arresti domiciliari, misura disposta dall'autorità giudiziaria per violenze contro la moglie 33enne.

Esplosi tre colpi

L’uomo stava accompagnando la donna al lavoro quando tra i due sarebbe scoppiata l'ennesima lite. Il 41enne si è fermato, è sceso dalla macchina, si è avvicinato al lato passeggero e ha esploso contro la donna tre colpi, due al petto e uno alla testa, con una pistola 7.65 semiautomatica. Poi ha gettato il cadavere a terra ed è fuggito a piedi. All'omicidio hanno assistito almeno due persone, una delle quali è scappata per la paura, mentre la seconda - per via dello choc - non è riuscita a chiamare immediatamente le forze dell'ordine. A dare l'allarme è stato un operaio di una fabbrica vicina che ha notato il cadavere a terra e i bossoli dei proiettili. 

Scappato dagli arresti domiciliari

All'omicida era stato notificato il divieto di avvicinamento alla donna e alla sua abitazione, a Orgiano, dopo una serie di soprusi e aggressioni. L'uomo aveva così dovuto lasciare la casa familiare, spostando a una decina di chilometri di distanza, a Lonigo, la sua nuova residenza. Ma le aggressioni e gli atteggiamenti violenti contro la moglie erano proseguiti nonostante il provvedimento cautelativo e così erano scattati gli arresti domiciliari ignorati dall'uomo. L'Arma non aveva più sue notizie dalla scorsa metà di luglio.

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