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Puglia, truffa su fondi Ue per l'agricoltura: sequestrati 270mila euro

Il provvedimento di sequestro riguarda contanti e un capannone (Ansa)
2' di lettura

Una coppia di imprenditori brindisini ha richiesto e percepito contributi europei senza averne diritto, grazie a una serie di dichiarazioni false sulla sussistenza dei requisiti necessari emerse nel corso delle indagini

Due imprenditori, marito e moglie, sono stati denunciati dalla Guardia di Finanza di Ostuni per avere percepito indebitamente aiuti comunitari per l'agricoltura. Le Fiamme Gialle hanno anche sequestrato alla coppia di Carovigno, in provincia di Brindisi, beni e disponibilità finanziarie per circa 270mila euro. La cifra equivale all'ammontare dei contributi percepiti senza averne diritto.

L'operazione

Denunce e sequestri sono scattati al termine delle indagini svolte dai militari della Compagnia di Ostuni, coordinati dalla Procura della Repubblica di Brindisi, che hanno portato alla luce il meccanismo adottato dai due coniugi per richiedere contributi pubblici all'Agea (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura), l'organismo nazionale deputato all'erogazione degli aiuti che l'Unione Europea concede per sostenere la produzione agricola dei paesi dell'Ue. Gli accertamenti delle Fiamme Gialle, fondati sull'esame della documentazione rinvenuta nel corso dei controlli effettuati, hanno consentito di accertare diverse dichiarazioni false che hanno influenzato indebitamente la procedura.

I sequestri

Uno degli imprenditori si era dichiarato “nuovo agricoltore”, requisito necessario per ottenere i contributi. Gli inquirenti hanno poi accertato anche la natura “simulatoria” dei contratti di affitto stipulati tra i due coniugi ed alcuni proprietari agricoli. I coniugi sono quindi stati denunciati alla locale Procura della Repubblica per il reato di truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche. Il sequestro ha riguardato invece somme di denaro per 91mila euro e un capannone del valore di 177mila euro. Le risultanze emerse dalle indagini saranno comunicate alla Procura Regionale della Corte dei Conti di Bari per i provvedimenti finalizzati a contestare alle persone coinvolte il danno erariale subito dallo Stato.

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