Legionella, muore un 89enne: è la quarta vittima a Bresso

L'ospedale di Cinisello in cui è morto l'89enne
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L’anziano è deceduto per un infarto la cui concausa è la legionella. Come le altre tre vittime, era residente nel comune alle porte di Milano. L’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera: “Dei 52 casi registrati, 33 pazienti si sono ristabiliti e sono stati dimessi”

Un uomo di 89 anni è morto per un infarto la cui concausa è la legionella. Nel Milanese è la quarta persona deceduta a causa del batterio. La vittima era ricoverata all'ospedale Bassini di Cinisello Balsamo, ma era residente a Bresso: è in questo comune che a luglio si sono registrati 52 casi di contagio e anche le altre tre vittime, tre anziani morti alla fine dello scorso mese, vivevano lì.

In ospedale dal 24 luglio

Da quanto si è appreso, l'uomo si era presentato al pronto soccorso del Bassini il 24 luglio: gli era stata riscontrata una polmonite bilaterale causata dalla legionella. Giovedì scorso doveva essere dimesso, perché sembrava aver superato la fase più critica della malattia. Per sicurezza, però, è stato sottoposto ad alcuni accertamenti e l'elettrocardiogramma ha rilevato una bradicardia e dei valori anormali. Immediatamente è stato sottoposto alle cure del caso ma ieri, nonostante le terapie, non è stato possibile evitare un infarto acuto. L'89enne era sposato e aveva un figlio.

Si cerca la fonte del contagio

L’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera ha espresso “cordoglio” per la morte dell’uomo, ma ha anche sottolineato: “Negli ultimi due giorni non sono stati segnalati nuovi casi recenti e questo ci fa sperare che l'emergenza stia rientrando”. L’assessore ha fatto sapere che “dei 52 casi ad oggi registrati, 33 pazienti si sono ristabiliti e sono stati dimessi dagli ospedali”. Proseguono senza sosta, ha aggiunto, i controlli “su 551 campioni prelevati da 48 abitazioni e 44 siti sensibili”. “Un team composto da tecnici della Direzione generale Welfare, Ats e esperti dell'Istituto superiore di sanità – ha spiegato Gallera – è al lavoro per valutare lo stato delle azioni già compiute e confrontarsi sugli sviluppi delle indagini. Regione Lombardia non lascerà niente di intentato per riuscire a trovare la fonte del contagio”.

Data ultima modifica 04 agosto 2018 ore 16:25

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