'Ndrangheta: uomo murato sotto pavimento, era scomparso 6 anni fa

Gli agenti hanno dovuto usare un martello pneumatico per rinvenire i resti sotto al pavimento (Fotogramma)
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Secondo la ricostruzione degli agenti, il corpo di Antonio Deiana è stato trovato all'interno di una cantina di uno stabile a Cinisello Balsamo, ricoperto da una colata di cemento

Un 47enne di Cinisello Balsamo è stato arrestato con l'accusa di essere l'autore dell'omicidio di Antonio Deiana. I resti dell'uomo, scomparso il 20 luglio 2012 a 36 anni, sono stati ritrovati all'interno di una cantina nel comune dell'hinterland milanese.

Il corpo "murato" in uno scantinato

A porre fine a un mistero durato sei anni sono stati gli uomini della squadra mobile milanese. Secondo quanto riporta l'agenzia Ansa, il corpo di Deiana era stato sepolto nello scantinato di un palazzo di Cinisello. Il 47enne arrestato dalla polizia era l'unico inquilino del palazzo a conoscere il segreto delle cantine. Quando gli agenti sono andati a parlargli, ha ammesso la sua responsabilità spiegando di aver ucciso Deiana in preda a un raptus dovuto all'uso di cocaina, per futili motivi, durante una lite scoppiata nelle cantine. L'uomo ha anche indicato il punto esatto dove scavare, come riporta la stampa locale. Inizialmente, il cadavere era stato sepolto in un fossa profonda un metro e mezzo scavata per alcuni lavori resi necessari da una perdita di acqua. Sei mesi fa, con la messa all'asta del suo appartamento, l'uomo aveva coperto la terra con una colata di cemento. Per ritrovare i resti, gli investigatori hanno dovuto sfondare il pavimento con il martello pneumatico. Non sembrano esserci dubbi sul fatto che si tratti di Deiana, ma la certezza dell'identificazione si avrà soltanto con l'esame del dna.  

Omicidio legato alla 'ndrangheta

Secondo le ricostruzioni, Deiana sarebbe stato ucciso per motivi di droga nell'ambito di un traffico della 'ndrangheta. La svolta nelle indagini era arrivata il 10 giugno scorso, quando un pregiudicato ha chiamato il centralino del commissariato Greco Turro chiedendo di parlare con un ispettore, che tempo prima lo aveva arrestato per estorsione, per riferirgli una notizia importante. Il pregiudicato ha fatto il nome del 47enne di Cinisello, raccontando quanto confidatogli da un conoscente, il quale avrebbe aiutato l'uomo a sbarazzarsi dei vestiti della vittima, bruciandoli e provocandosi ustioni alle mani. Una circostanza poi accertata tramite gli archivi dell'ospedale Bassini di Cinisello, dove risulta che il complice della cancellazione delle prove si era presentato per farsi medicare. Anche il fratello di Antonio Deiana, Salvatore, era stato ucciso a coltellate nel 2009 e sepolto in un bosco a Guanzate, in provincia di Como, dove era stato ritrovato nel 2015 dopo la confessione di uno dei killer.  

 

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