Molise, l’ambulanza arriva in ritardo e la tac è ferma: muore 47enne

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L'uomo, colpito da un malore in provincia di Campobasso, è stato poi portato in Puglia. Aperto un fascicolo per lesioni gravissime e omissione in atti di ufficio. Il ministro della Salute Grillo annuncia l’invio dei Nas: "Fare chiarezza sull’organizzazione regionale"

Si è sentito male, ma l'ambulanza che doveva soccorrerlo era impegnata e la tac dell'ospedale ferma per manutenzione. Poi la corsa dal Molise alla Puglia, dove, all'ospedale di San Giovanni Rotondo (Foggia), i medici hanno accertato la morte cerebrale dell'uomo. Il decesso del paziente, un 47enne colpito da aneurisma, è stato dichiarato due giorni dopo, il 19 luglio. La famiglia ha autorizzato l'espianto degli organi. Sulla vicenda il sostituto procuratore di Larino, Fabio Papa, ha aperto un fascicolo che ipotizza i reati di lesioni gravissime e omissione in atti di ufficio, anche se non si esclude la possibilità di una riformulazione in omicidio colposo. Il ministro della Salute Giulia Grillo ha annunciato l'invio di una task-force di esperti coadiuvata dai Nas chiedendo "subito chiarezza sull' organizzazione regionale".

La ricostruzione della vicenda

L'episodio ha inizio martedì 17 luglio a Larino, dove è stato chiuso di recente il Punto di primo intervento dell'ospedale. I familiari dell'uomo che ha avuto un malore chiamano il 118. L'ambulanza di Larino - secondo una prima ricostruzione - in quel momento è impegnata in un altro intervento. Quando arriva un mezzo, i sanitari si dirigono all'ospedale San Timoteo di Termoli (Campobasso) ma qui la Tac è in manutenzione programmata, quindi ferma per alcune ore. Si decide perciò il trasferimento all'ospedale di San Giovanni Rotondo (Foggia), dove viene accertata la morte cerebrale.

Il ministro Grillo: Non si può morire per cattiva organizzazione

"Vogliamo andare rapidamente a fondo su questa vicenda - afferma il ministro Grillo - non è possibile morire per cattiva organizzazione e sostanziale mancanza di assistenza. Tanto più in una regione, il Molise, dove le fallimentari gestioni del passato non sono alle spalle, come dimostrano i ripetuti casi di assenza di reale programmazione che i cittadini molisani ben conoscono. Intanto, desidero esprimere la mia vicinanza ai familiari". Il ministro ha criticato la precedente gestione per non aver riconfermato i 12 posti-letto di neurochirurgia dell’ospedale Cardarelli di Campobasso. Replica l'ex governatore Paolo di Laura Frattura, già commissario alla Salute: "Non entro nel merito del caso. Ricordo solo che, forse, la ministra era in Parlamento quando il Programma operativo straordinario (Pos) è stato approvato con legge dello Stato. Non mi sembra di aver letto un suo passaggio di considerazione in merito al nostro Pos nel quale si parlava chiaramente della riorganizzazione della rete di Neurochirurgia". Sul caso è intervenuto anche il sindaco di Larino, Pino Puchetti, che ha fatto sapere che chiederà alla Procura della Repubblica se con la chiusura del Punto di Primo Intervento "possano ravvisarsi gli estremi di interruzione di pubblico servizio".

Consegnata tutta documentazione a ispettori

Intanto, il dg dell'Azienda sanitaria regionale del Molise, il direttore sanitario, quello amministrativo e il direttore sanitario dell'ospedale San Timoteo hanno incontrato a Termoli gli ispettori ministeriali chiamati a valutare il caso. Sulla vicenda, si apprende, è stata inoltre consegnata tutta la documentazione agli ispettori inviati da Roma.

Data ultima modifica 19 luglio 2018 ore 18:00

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