Riciclaggio: Gianfranco Fini rinviato a giudizio a Roma

Gianfranco Fini (archivio Ansa)
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Il gup della Capitale ha mandato a processo l’ex presidente della Camera, la compagna Elisabetta Tulliani e altre 8 persone. Al centro dell’inchiesta anche l’operazione di compravendita di un appartamento a Montecarlo. L’ex leader di An: dimostrerò innocenza ai giudici

L'ex presidente della Camera, Gianfranco Fini, è stato rinviato a giudizio per riciclaggio. Il gup di Roma, al termine di una camera di consiglio durata circa tre ore, ha mandato a processo anche la compagna di Fini, Elisabetta Tulliani, il padre e il fratello di quest'ultima, Sergio e Giancarlo, e il "Re delle slot machine" Francesco Corallo. Rinviati a giudizio anche altri cinque indagati tra i quali il parlamentare di Forza Italia Amedeo Laboccetta. A seconda delle posizioni la Procura contesta i reati di associazione a delinquere finalizzata al peculato, riciclaggio e evasione fiscale. Nell’indagine ha avuto un ruolo centrale l’operazione di compravendita di un appartamento a Montecarlo, lasciato in eredità dalla contessa Annamaria Colleoni ad Alleanza Nazionale. Il processo è stato fissato per il 30 novembre davanti alla quarta sezione penale.

Fini: dimostrerò innocenza ai giudici

"Sono pronto a chiarire davanti ai giudici e a dimostrare la mia assoluta estraneità dei fatti”, ha riferito Gianfranco Fini ai suoi difensori, dopo la decisione del gup. I legali hanno detto: “Siamo convinti che riusciremo a dimostrare l'estraneità di Fini all'esito dell'istruttoria dibattimentale. Il rinvio a giudizio di tutti dimostra che la vicenda, così complessa e articolata, anche alla luce di quanto argomentato da noi difensori, sia meritevole di essere sottoposta al vaglio del tribunale".

Le accuse

Secondo l'accusa, alcuni dei rinviati a giudizio, avrebbero fatto parte di un'associazione per delinquere che, nell'evadere le tasse, era dedita al riciclaggio di centinaia di milioni di euro. I soldi, una volta ripuliti, sarebbero stati utilizzati per attività economiche e finanziarie, ma anche nell'acquisto di immobili che hanno coinvolto i membri della famiglia Tulliani. Gli accertamenti del procuratore aggiunto Prestipino e del pm Sargenti hanno riguardato anche l'immobile Boulevard Principesse Charlotte 14 finito nella disponibilità di Giancarlo Tulliani. L'appartamento monegasco, secondo quanto accertato, sarebbe stato acquistato da Tulliani junior attraverso due società costituite ad hoc. Il coinvolgimento di Fini (che ascoltato dagli inquirenti il 16 novembre ha respinto tutte le accuse) nell'inchiesta è legato al suo rapporto con Corallo. Un rapporto, per la procura, che sarebbe alla base del patrimonio dei Tulliani, che sono, come del resto Fini, accusati solo di concorso in riciclaggio e non anche di associazione per delinquere.

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