Mafia, arrestato a Palermo il "re del riciclaggio" Giuseppe Corona

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Sulla pagina Fb di uno dei suoi bar una foto con Di Maio di ottobre 2017. Sono 28 in totale le persone arrestate dalla Guardia di Finanza nell'ambito di un'inchiesta sulle cosche mafiose palermitane coordinata dalla Dda del capoluogo

Blitz contro la mafia a Palermo: 28 arresti - 24 in carcere e 4 ai domiciliari - nell'"Operazione Delirio" del Nucleo di Polizia valutaria della Guardia di finanza: arrestati prestanome ed estortori di diversi clan della città nell'ambito di un'inchiesta sulle cosche palermitane coordinata dalla Dda del capoluogo. In cella anche Giuseppe Corona, ritenuto boss emergente nei nuovi assetti di Cosa nostra orfana di Salvatore Riina. È accusato di essere il "re del riciclaggio" dei clan palermitani. Nella pagina Facebook di uno dei suoi bar c'è uno scatto di ottobre 2017 che ritrae nel locale l'attuale vice premier Luigi Di Maio.

La foto con Luigi Di Maio

Nella pagina Facebook di uno dei bar legati alle attività di Corona, la caffetteria Aurora di Palermo, tra foto di dolci e vini, spunta anche uno scatto che immortala nel locale Luigi Di Maio insieme ad altre persone, tra cui il deputato M5s all'Ars Giancarlo Cancelleri e il cognato di Corona. I due esponenti politici erano andati nel locale per un caffè durante la campagna elettorale per le regionali siciliane di ottobre 2017.

L'operazione "Delirio"

Corona risultava formalmente il cassiere della caffetteria ma il locale, riporta l'agenzia ANSA, come molti altri in città, erano suoi. E sono ritenuti, insieme a diverse tabaccherie, "lavatrici" di denaro sporco accumulato col traffico degli stupefacenti di cui Corona era punto di riferimento per diverse "famiglie". Nell'operazione odierna la Finanza ha infatti sequestrato la caffetteria Aurora e diverse altre attività commerciali riconducibili a Corona a cui i pm contestano l'associazione mafiosa (ritenendolo esponente di spicco del clan Porta Nuova) il riciclaggio e l'autoriciclaggio e l'associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga.

Il "re del riciclaggio"

Dall'indagine della Dda sarebbe emerso il ruolo chiave di Giuseppe Corona, ritenuto boss emergente all'interno dei nuovi assetti di Cosa Nostra. Il nome di Corona era già spuntato negli atti di un'inchiesta che, nel 2017, portò in carcere i vertici del clan mafioso di Resuttana, guidato dai boss della famiglia Madonia. Figlio di un mafioso assassinato, è stato condannato a sua volta per un omicidio commesso dopo una banale lite per la restituzione di un braccialetto. I Madonia gli avrebbero affidato il compito di ripulire i loro soldi e di gestire le scommesse dell'ippodromo, poi sequestrato. Tra bar, tabacchi e immobili, secondo i pm, Corona avrebbe fatto diversi investimenti negli anni con il denaro delle cosche.

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