Capolavori sfregiati, i monumenti vandalizzati in Italia

La Fontana della Barcaccia del Bernini a Roma dopo l'assalto dei tifosi olandesi del Feyenoord nel 2015 (Ansa)
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Dall’attacco a martellate alla Pietà di Michelangelo ai danni riportati dalla Barcaccia del Bernini, vittima dei tifosi del Feyenoord. Negli anni, il patrimonio artistico del nostro Paese ha subito diversi atti di vandalismo

Il 16 luglio il Colosseo è stato "vittima" dell’ennesimo sfregio perpetrato da un turista. Un ragazzo brasiliano di 17 anni è stato sorpreso dai carabinieri mentre incideva l'iniziale del suo nome su una delle pareti interne del monumento. Una forma di vandalismo che negli anni ha colpito tanti altri capolavori che a Roma, come nel resto d’Italia, sono stati danneggiati più o meno consapevolmente.

Monumenti sfregiati

La triste storia degli atti di vandalismo nei confronti delle opere d’arte custodite nel nostro Paese ha radici lontane. Già il 21 maggio 1972, infatti, la Pietà di Michelangelo è stata vittima delle martellate dell'ungherese Laszlo Toth, all’interno della basilica di San Pietro a Roma. Mentre, diciannove anni più tardi, il 14 settembre del 1991, un vandalo ha preso di mira un altro capolavoro del Maestro del Rinascimento italiano, scagliandosi contro il David a Firenze. Arrivando agli ultimi anni, due degli esempi di vandalismo più eclatanti sono: il danneggiamento nel novembre del 2016 della statua dell'Elefante di Bernini di piazza della Minerva a Roma, e lo scorso aprile lo sfregio, sempre nella Capitale, del monumento funerario del Beato Angelico nella basilica di Santa Maria sopra Minerva, una delle chiese più famose della città.

Le fontane vittime dei tifosi

Tra i monumenti storicamente più a rischio ci sono le fontane. In occasione del trionfo della Francia al Mondiale di calcio del 15 luglio, ad esempio, diversi tifosi hanno preso d’assalto il monumento di Campo de' Fiori a Roma. La fontana, che si trova a pochi passi dall’ambasciata francese, è stata ispezionata oggi dalla Sovrintendenza capitolina, secondo la quale fortunatamente, a parte un'ingente operazione di pulizia, il monumento non avrà bisogno di interventi di riparazione. Bilancio positivo se confrontato a quello che è stato riservato nel febbraio 2015 alla Fontana della Barcaccia di Gian Lorenzo Bernini, in piazza di Spagna a Roma, finita vittima dei tifosi del Feyenoord in trasferta. In quell’occasione la fonte ha riportato danni stati stimati in milioni di euro. Destino simile è toccato ripetutamente anche ad un’altra opera del Bernini: la Fontana dei Fiumi (o dei Quattro Fiumi) di Piazza Navona, danneggiata nel 1997. Un uomo si tuffò nella vasca usando come trampolino la coda di uno dei mostri marini, spezzandola. In occasione di un altro festeggiamento legato al calcio, la vittoria della Roma contro il Barcellona in Champions League, neanche lo statunitense presidente James Pallotta si è voluto esimere dal tradizionale tuffo in una delle fontane capitoline. Un gesto che, a differenza dei precedenti, non ha causato danni al monumento di piazza del Popolo e di cui il presidente della Roma si è voluto scusare pagando una multa e decidendo di donare 230mila euro per restaurare un’altra fontana della capitale, quella del Pantheon.

Dipinti imbrattati

Sculture e fontane non sono, però, gli unici bersagli di vandali e banali errori. Nel gennaio del 1998, ad esempio, durante la visita di una scolaresca ai Musei Capitolini di Roma sono stati danneggiati con diversi punti di matita tre quadri di Matisse: "La giapponese", "Pianista e giocatori di dama" e "Zorah in piedi". L’anno dopo a subire un destino simile è stato "Sentieri ondulati" di Jackson Pollock che, mentre era in esposizione nelle sale della Galleria di arte moderna, è stato imbrattato con un pennarello.

La Fontana del Nettuno e piazza Demidoff a Firenze

Un’altra vittima illustre è la Fontana del Nettuno di Bartolomeo Ammannati in piazza della Signoria, a Firenze. Il "Biancone", nome con il quale è noto il monumento, il 2 agosto del 2005 è stato gravemente danneggiato da un giovane che ha causato la distruzione della mano destra e del bastone del Dio del Mare, tentando la scalata al gruppo marmoreo. Qualche anno prima aveva riportato dei danni anche uno dei cavalli della fontana a cui, nel giugno del 1997, è stata rotta una zampa. Il vandalismo ha colpito il capoluogo toscano anche di recente: il primo giugno infatti è stata la volta gruppo scultoreo di piazza Demidoff, dove è stata distrutta la testa di un putto.

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