Sperlonga, ragazza morta in piscina. Autopsia: è annegata

2' di lettura

Secondo i primi risultati degli accertamenti sul corpo della 13enne risucchiata da un bocchettone non sarebbero emersi segni di un malore. Sono 4 le persone indagate per omicidio colposo, tutta l'area è stata posta sotto sequestro.

La 13enne deceduta dopo un bagno nella piscina in un albergo di Sperlonga è morta presumibilmente per annegamento. È questa la conclusione che sarebbe emersa dai primi risultati dell'autopsia effettuata all'istituto di medicina legale del Policlinico Tor Vergata di Roma. Dall'esame autoptico pare che si possa escludere l'ipotesi di un malore. Per avere un quadro più preciso bisognerà comunque attendere i risultati degli esami istologici che saranno pronti tra alcuni giorni. 

Proseguono le indagini

Intanto sono quattro gli indagati per la morte della studentessa di tredici anni, originaria di Frosinone, morta dopo essere stata aspirata da un bocchettone della piscina in un albergo di Sperlonga, in provincia di Latina. L'ipotesi di reato è di omicidio colposo, sotto indagine anche il proprietario della struttura dove è avvenuta la tragedia. La ragazzina è deceduta nella notte tra mercoledì 11 e giovedì 12 luglio al Policlinico Gemelli di Roma.

La ricostruzione dell'incidente

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la tredicenne, che alloggiava nell'hotel con i genitori e la sorellina, si sarebbe tuffata in piscina intorno alle 17 dell'11 luglio quando è stata risucchiata da un bocchettone ampio circa 20 centimetri che si trova sul fondo della piscina. Vedendola in difficoltà, alcune persone l'hanno aiutata riuscendo a portarla fuori dall'acqua. La ragazza, che aveva ripreso conoscenza dopo essere stata rianimata, è deceduta intorno alle quattro del mattino in ospedale.  

Accertamenti sull'assenza di un bagnino

Sulla vicenda stanno ora indagando i Carabinieri della stazione di Sperlonga e della compagnia di Terracina. L'area della piscina e il vano pompe sono stati posti sotto sequestro. Nella struttura pare non ci fosse l'assistente ai bagnanti, le verifiche puntano a capire anche se l'albergo fosse obbligato ad avere un bagnino. Sono stati, intanto, ascoltati gli addetti alla manutenzione per comprendere se ci fossero sistemi di sicurezza per bloccare i bocchettoni ed eventualmente perché non siano entrati in funzione. Sentiti anche testimoni e personale dell'albergo.

Data ultima modifica 14 luglio 2018 ore 14:21

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