Pistoia, il tribunale ordina doppio cognome per figlio di due madri

Foto d'archivio (Ansa)
3' di lettura

Il caso è sorto da un ricorso delle due donne contro il rifiuto del Comune di Montale a riconoscere la madre non biologica. Il bimbo è nato con un intervento di procreazione medicalmente assistita realizzato in Spagna. La coppia è unita civilmente

Un atto di nascita per un bambino con l’indicazione di due madri. È quanto ordinato ieri, 5 luglio, dal tribunale di Pistoia al comune di Montale riferendosi a un bimbo nato a Prato a seguito di un intervento di procreazione medicalmente assistita realizzato in Spagna da una coppia formata da due donne residenti nel paese. A riportare la notizia sono i quotidiani La Nazione e Il Tirreno. Negli articoli si precisa anche che il bambino avrà doppio cognome: sia quello della madre naturale sia della madre non biologica. La coppia di donne è unita civilmente. La notizia arriva il giorno dopo che la Corte d'Appello di Napoli ha accolto la richiesta di stepchild adoption di una donna per il figlio nato dalla compagna grazie a procreazione artificiale.

Da dove parte la causa

La causa era scaturita da un ricorso delle due donne contro il rifiuto del Comune di Montale a riconoscere, all'atto di nascita, i due cognomi al bambino. Ma il tribunale di Pistoia ha stabilito che tale rifiuto è illegittimo. "Si tratta - commentano le Famiglie Arcobaleno - del primo caso in assoluto in cui un giudice riconosce l'applicabilità degli articoli 8 e 9 della legge 40/2004 in coppia omogenitoriale, affermando che la responsabilità genitoriale della madre non biologica sorge per effetto della prestazione del consenso alla procreazione assistita eterologa". 

Famiglie Arcobaleno: “È una causa pilota”

Si tratta, spiegano le Famiglie Arcobaleno in un comunicato, "di una delle cause pilota seguite dal gruppo di lavoro formatosi in seno al Gruppo Legale Fa e coordinato dal professor Angelo Schillaci, e del quale fa parte, oltre a Tempori e Miri, l'avvocato Michele Giarratano. "Un risultato molto importante - afferma Schillaci - che premia un lavoro di squadra durato mesi: fin dall'inizio, abbiamo creduto fermamente che fosse possibile sostenere in giudizio la tesi avanzata in dottrina da Marco Gattuso, in merito all'applicabilità dell'art. 8 in coppia omogenitoriale. Davvero un passo avanti fondamentale per la tutela dei bambini e delle bambine arcobaleno". "Una giornata davvero storica", secondo Marilena Grassadonia, presidente di Famiglie Arcobaleno: "Dopo la sentenza della Corte d'appello di Napoli, il decreto del tribunale di Pistoia conferma senza possibilità di dubbio che l'azione amministrativa di Sindaci e ufficiali di stato civile, da Torino in poi, era pienamente fondata e doverosa questa sentenza ribalta infatti il diniego opposto dall'ufficiale di stato civile e ordina la formazione di un atto di nascita totalmente nuovo, che indica sin dall'inizio l'esistenza di due mamme".

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