Università, classifica Censis: Bologna prima fra i "mega-atenei"

Una prova del Test di Medicina all'Università La Sapienza di Roma (Foto: Archivio)
5' di lettura

L'istituto di ricerca ha stilato complessivamente 63 graduatorie allo scopo di fornire, come ogni anno, un'analisi dettagliata utile all'orientamento di giovani e famiglie. Perugia svetta fra i grandi atenei statali, Siena fra queli medi  

Il Censis ha diffuso il ranking annuale delle università italiane relativo al 2018/2019, stilando complessivamente 63 classifiche corrispondenti a categorie omogenee divise per dimensione. Le graduatorie hanno tenuto conto di diversi aspetti, dalle strutture al livello di internazionalizzazione, dando un punteggio complessivo a ciascun istituto da 0 a 100 (da 0 a 110 per quanto riguarda la didattica). Tra i mega atenei statali (oltre 40mila iscritti), ha confermato il primato l'Università di Bologna, fra i grandi (da 20mila a 40mila) comanda la classifica quella di Perugia. L'Università di Siena guida la graduatoria degli atenei medi (da 10mila a 20mila iscritti), l'Università di Camerino (Mc) quella dei piccoli (fino a 10mila iscritti), mentre rimane stabile il ranking dei politecnici, con Milano sul gradino più alto del podio.

La dimensione internazionale degli atenei

I criteri presi in considerazione per il ranking annuale hanno riguardato le strutture disponibili, i servizi erogati, la capacità di comunicazione 2.0 e il livello di internazionalizzazione. In particolare, sarebbe stato quest'ultimo punto a consolidarsi maggiormente. Sul fronte dell'offerta, infatti, la dimensione internazionale starebbe acquisendo un peso sempre più consistente. Nell'ultimo anno accademico, oltre 44mila iscritti, il 4% del totale, ha studiato e sostenuto esami presso un ateneo estero e più del 23% di loro lo ha fatto attraverso programmi di mobilità internazionale diversi da Erasmus, frutto della cooperazione internazionale dei singoli atenei. Questi ultimi, da parte loro, hanno ospitato oltre 29mila studenti stranieri in mobilità. Nel 2016, quasi il 9% dei corsi di studio erogati era interamente in lingua inglese, mentre il 13% dei corsi di studio prevedeva il rilascio del titolo doppio o congiunto (double/joint degree).

In aumento le immatricolazioni

Dall'analisi del Censis emerge un incremento delle immatricolazioni per il terzo anno consecutivo. L'anno accademico 2016-2017, infatti, ha registrato una ripresa delle immatricolazioni con un +5,2% rispetto all'anno accademico precedente. Inoltre, va segnalata una rinnovata attrattività dell'istruzione universitaria, scelta da oltre il 47% dei 19enni italiani. Sono, infine, i gruppi disciplinari economico-statistici e ingegneristici a registrare le più alte quote di immatricolati, rispettivamente, il 14,5% e il 14,1%.

I mega e grandi atenei statali

Tra le categoria principali ci sono stati i "mega atenei", ovvero gli istituti che superano i 40mila iscritti e i grandi atenei (da 20mila a 40mila). Tra i mega atenei, al primo posto si è confermata come lo scorso anno, l'Università di Bologna che ha ottenuto un punteggio di 91,2 su 100. A seguire, l'Università di Firenze (86,0) a pari merito con l'Università di Padova (che rispetto al 2017 guadagna una posizione) e con l'Università di Roma La Sapienza. All'ultimo posto della classifica di categoria c'è l'Università di Napoli Federico II, preceduta in penultima posizione da quella di Catania. L'Università Statale di Milano, infine, si conferma terzultima. L'Università di Perugia continua a guidare la classifica dei grandi atenei statali con un punteggio complessivo pari a 93,8. L'istituto umbro ha fatto registrare numeri in linea rispetto a quelli dello scorso anno, fatta eccezione per una contrazione di 5 punti relativamente alle strutture per gli studenti. Sale al secondo posto, scalando tre posizioni, l'Università della Calabria, situata in provincia di Cosenza con un punteggio di 92.

I medi e piccoli atenei statali

L'Università di Siena, come lo scorso anno, è in testa alla graduatoria dei medi atenei statali, con un punteggio totale di 99. Guadagna la seconda posizione l'Università di Sassari (98), che sorpassa l'Università di Trento (96,8). New entry tra i medi atenei statali, per effetto dell'incremento di studenti iscritti, è l'Università di Macerata, che si colloca in ottava posizione (84,6). Chiudono il ranking rispettivamente all'ultimo, penultimo e terzultimo posto le Università di Napoli L'Orientale e Parthenope e l'Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro. Nella classifica dei piccoli atenei statali primeggia nuovamente l'Università di Camerino, in provincia di Macerata, con un punteggio complessivo di 91,4, cui segue l'Università di Foggia (87,6). La penultima e l'ultima posizione di questa categoria, invece, sono occupate rispettivamente dall'Università del Molise e dall'Università del Sannio.

I politecnici e gli atenei non statali

La classifica dei politecnici rimane stabile rispetto allo scorso anno: guida ancora il Politecnico di Milano (91,2), seguito dallo Iuav di Venezia (89) e dai politecnici di Torino e Bari, rispettivamente al terzo e quarto posto. Stabile anche la graduatoria degli atenei non statali, ad eccezione del passaggio dai piccoli ai medi atenei dello Iulm di Milano. Tra i grandi atenei (oltre 10mila iscritti) primeggia anche quest'anno Milano, con l'Università Bocconi (95,6 punti), seguita dall'Università Cattolica (87,6). Tra i medi (da 5mila a 10mila iscritti) è prima la Luiss (91,4), seguita dalla Lumsa (83,8), entrambe a Roma. Tra i piccoli, più numerosi, la Libera Università di Bolzano, con un punteggio totale di 106, è seguita dalla Liuc-Università Cattaneo di Castellanza (Va) (92,6). Concludono la graduatoria l'Università Lum Jean Monnet di Casamassima (Ba), in ultima posizione, preceduta dall'Università Europea di Roma.

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