Scuola, accordo Miur-sindacati: eliminata la chiamata diretta

La legge sulla "buona scuola" è stata approvata dal governo Renzi nel 2015 (Getty Images)
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Cancellata una parte della legge sulla "Buona Scuola" del governo Renzi. L'intesa prevede una nuova procedura in due fasi. Soddisfazione per le sigle sindacali. Il ministro Bussetti: "Era un impegno di governo"

Cade un altro pezzo della “Buona Scuola”. È stata infatti eliminata la chiamata diretta introdotta dalla legge 107 del 2015 dopo un accordo tra il Miur e i sindacati di categoria. "L'eliminazione della chiamata diretta dei docenti era preciso impegno di governo" ha sottolineato il ministro dell'Istruzione, Marco Busssetti.

Superata la "Buona Scuola"

L'accordo, firmato martedì 26 giugno nel pomeriggio, mette sostanzialmente fine alla "chiamata diretta" da parte dei dirigenti scolastici per i docenti titolari di ambito, modificando quanto previsto dalla legge sulla “Buona Scuola”, che era stata approntata dal governo Renzi tre anni fa. A sottoscrivere il documento, insieme al ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca, sono state le sigle FLC Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Gilda degli Insegnanti.

Sindacati soddisfatti

I sindacati hanno accolto con soddisfazione l'intesa, sottolineando che "finalmente si rende oggettivo e non discrezionale il passaggio dall'ambito alla scuola". Contento anche Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti: "Abbiamo siglato questo contratto che salutiamo con viva soddisfazione - ha detto in un comunicato - come un primo passaggio per l'abolizione della chiamata diretta, introdotta dalla legge 107/2015, e il ritorno alla titolarità su scuola degli insegnanti".

La nuova procedura

L'accordo prevede una nuova procedura in due fasi. Innanzitutto si procederà alla copertura dei posti disponibili prioritariamente con personale che ha ottenuto la mobilità su ambito con una delle precedenze previste dall'art. 13 del Contratto nazionale sulla mobilità. Dopo di che si passerà alla copertura dei posti residui col restante personale, secondo il punteggio di mobilità. Quest'ultimo personale, nella presentazione della domanda, che avverrà a partire dal 27 giugno tramite l'apposita sezione di istanze online, indicherà la scuola da cui partire. Nel caso di mancata indicazione sarà considerata la scuola capofila dell'ambito. Tutte le operazioni si concluderanno in un mese, entro il 27 luglio.

Il nuovo personale

Al termine di questa fase saranno effettuate le operazioni per l'assegnazione della sede per il personale neo immesso in ruolo. Anche in questo caso si seguirà il punteggio di graduatoria. I vincitori di concorso ordinario precederanno i docenti provenienti dalle graduatorie ad esaurimento. L'assegnazione della sede di incarico avverrà contestualmente all'assegnazione dell'ambito di titolarità.

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