A Milano la mostra che racconta la lotta al tumore al seno

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Lotta e la speranza, ma soprattutto il traguardo di una rinascita. Questo il tema della mostra dal titolo "Io ero, sono, sarò”, al Castello Sforzesco di Milano dal 19 maggio al 19 giugno

Una mostra fotografica nata per raccontare il tumore al seno, tra sofferenza e rinascita. Si tratta di “Io ero, sono, sarò” che inaugura sabato 19 maggio, nella Sala Panoramica del Castello Sforzesco di Milano. L’iniziativa nasce da un progetto di Coop Lombardia, la sua realizzazione è affidata a Silvia Amodio, fotografa e giornalista, ed è curata in collaborazione con Luca Perreca. La mostra è a ingresso gratuito ed è possibile visitarla fino al 19 giugno dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18:30.

In foto donne (e un uomo) con solo un velo sul corpo

La mostra affronta un tema di forte attualità. Secondo gli ultimi dati dell'AIRTUM -Associazione italiana registri tumori - nel 2017 si sono ammalati di tumore alla mammella 50mila donne e 500 uomini. E se un tempo la fascia di età più a rischio era compresa tra i 40 e i 60 anni, oggi la forbice si è allargata fino a raggiungere ragazze di 18 e signore oltre gli 80. Il percorso proposto da “Io ero, sono, sarò” è composto da 50 fotografie che ritraggono 49 donne e un uomo, con solo un velo sul corpo. L'intento è quello di descrivere in maniera elegante, originale e onesta, la ferita e le storie di chi si è misurato con il dolore della scoperta e la fatica delle cure per il tumore al seno. Ma la mostra parla anche di chi ha colto l'opportunità per rimettersi in gioco, ripensare a come prendersi cura di sé e trovare il coraggio di realizzare un sogno. Gli scatti raccontano la lotta e la speranza, ma soprattutto il traguardo di una rinascita. I colori tenui e garbati e la delicatezza della fotografia rivelano l'anima e la forza di queste splendide donne. Il velo, leggero, trasparente e avvolgente, è il filo conduttore di tutti gli scatti. 

Ogni foto una storia

Ogni foto presente nella mostra “Io ero, sono, sarò” racconta la storia delle donne ritratte, di chi scopre per caso la malattia tre giorni prima del matrimonio o di chi si accorge che c’è qualcosa che non va perché il figlio lattante smette improvvisamente di “attaccarsi a uno dei due seni”. Ma anche di chi nota una strana reazione del proprio gatto oppure semplicemente si sottopone a un controllo di routine.

Il catalogo con foto e storie

La mostra, inoltre, sarà accompagnata da un catalogo (a cura di Terre di mezzo Editore ) che conterrà tutti i 50 scatti realizzati, corredati dalle rispettive storie e da una serie di interventi scientifici e istituzionali. Tra loro anche il racconto di un uomo che a 41 anni scopre un nodulo al seno e inizia la sua sfida verso la guarigione. A firmare la prefazione del catalogo è il fotografo Giovanni Gastel, che descrive così il lavoro di Silvia Amodio: "La leggerezza del suo racconto è sempre vicina alla poesia. Il suo impegno su temi importanti e profondi non le impedisce di filtrarli attraverso la sua splendida freschezza di linguaggio. E questo porta verso una visione positiva del tema trattato". "Questo straordinario lavoro di Silvia stempera e rende anche un argomento come il tema del tumore al seno una carrellata di bellezze femminili che la malattia non è riuscita ad intaccare ma anzi ha, in qualche modo, reso ancora più consapevoli che il tragitto drammatico cui sono state sottoposte rende la loro bellezza più profonda, la loro presenza nel mondo importantissima e necessaria al tessuto della storia", conclude Gastel.

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