Rifiuti, appalti irregolari a Chiavari: danno erariale da 4 milioni

Le indagini sono state condotte dalla guardia di finanza che ha segnalato gli illeciti alla Procura della Corte dei Conti di Genova (foto: Archivio)
2' di lettura

Un’indagine della Guardia di Finanza nel comune in provincia di Genova ha scoperto diverse irregolarità nelle procedure di affidamento e gestione dei servizi, che spesso venivano accordati con proroghe in assenza di nuovi bandi

Appalti truccati e prezzi gonfiati nello smaltimento di rifiuti. È quanto ha scoperto la guardia di finanza a Chiavari, comune nel territorio metropolitano di Genova, dove questo tipo di illeciti avrebbe causato un danno erariale di quasi 4 milioni di euro. La cifra, secondo quanto disposto, dovrà essere risarcita dagli amministratori coinvolti nell'indagine anche con i propri beni personali.

 

"Operazione Posidonia"

Le fiamme gialle hanno segnalato gli illeciti alla Procura della Corte dei Conti di Genova. Nello specifico sotto la lente di ingrandimento dei finanzieri sono finite le procedure di affidamento e gestione dei servizi di raccolta dei rifiuti del Comune, che avrebbero causato un danno erariale di oltre 3,7 milioni di euro. L’indagine, denominata "operazione Posidonia", si è sviluppata in due momenti. Il primo è partito da un esposto di alcuni consiglieri di minoranza, ed ha portato, nell'ottobre 2017, all'emissione da parte della Procura di Genova dell'avviso di conclusione indagini preliminari nei confronti di tre funzionari del Comune di Chiavari e di quattro imprenditori del settore smaltimento rifiuti. Nei loro confronti sono stati contestati reati di: turbativa d'asta, falso ideologico e truffa aggravata ai danni dell'ente locale.

 

Affidamenti con proroghe in assenza di nuovi bandi

I finanzieri, però, hanno deciso di approfondire le indagini sulla documentazione amministrativa e contabile acquisita in Comune. Da questo lavoro sono emerse diverse irregolarità in merito a una serie di appalti per un valore complessivo di oltre 15 milioni di euro. Molti di questi, infatti, sarebbero stati affidati con proroghe in assenza di nuovi bandi, in violazione dei principi di trasparenza e concorrenza. Inoltre, nel 2014, per risolvere il problema delle alghe che si erano depositate sulla spiaggia adiacente il porto di Chiavari, il comune ha assegnato i lavori di raccolta e trasporto a un’impresa affidataria che ha alzato in modo anomalo i prezzi del servizio. Al comune, infatti, è stato fatto pagare un conto molto salato con un tariffario gonfiato oltre il 300% rispetto a quello reale.

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