Crollo del palco di Laura Pausini: un assolto e 5 condannati

Il crollo del palco in cui morì Matteo Armellini (foto di LaPresse)
2' di lettura

Nel marzo 2012 Matteo Armellini morì schiacciato nel crollo della struttura su cui si sarebbe esibita la cantante. "Queste lotte vanno fatte per restituire la dignità a tutti i lavoratori”, ha commentato la madre Paola dopo la sentenza

Un’assoluzione e cinque condanne. Questa la sentenza di primo grado del tribunale di Reggio Calabria per gli imputati per la morte di Matteo Armellini, l'operaio 31enne rimasto schiacciato nel crollo del palco sul quale si sarebbe dovuta esibire Laura Pausini nel marzo 2012.

Sette imputati: un’assoluzione e cinque condanne

Il giudice del tribunale di Reggio Calabria, Lucia Delfino, al termine di una lunga camera di consiglio ha pronunciato la sentenza. È stato assolto il promoter Maurizio Senese (il fatto non costituisce reato) e condannati per omicidio colposo e disastro colposo altri cinque imputati, fra i quali l'ex direttore dell'ufficio tecnico del Comune di Reggio Calabria. Il giudice ha condannato i responsabili civili, il comune di Reggio Calabria e Italstage Company (il fornitore delle attrezzature per l’allestimento del palco), al risarcimento dei danni in favore della parte civile, nonché una provvisionale per danno non patrimoniale di 200mila euro.

“Restituire la dignità a tutti i lavoratori”

"Non ho parole per commentare questa sentenza che non mi aspettavo in questi termini, mi ritengo soddisfatta. Queste lotte, lo ribadisco, vanno fatte per restituire la dignità a tutti i lavoratori”, ha commentato la madre di Matteo, Paola Armellini, “Io mi batto per questo. Ero molto sfiduciata. Il percorso di questo processo è stato veramente duro. Sono stati sei anni pesanti, che mi hanno segnato".

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