Terrorismo, Gabrielli a Sky TG24: "Il sistema di contrasto funziona"

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Per il capo della Polizia l'instabilità politica del nostro Paese non può incidere sulle minacce provenienti dall'esterno. Preoccupazione per i lupi solitari. E su un suo secondo mandato dice: "Vediamo, sono un servitore dello Stato"

Gli ultimi successi delle operazioni di contrasto al terrorismo in Italia sono un segno che "ci siamo, che l'apparato di sicurezza del nostro Paese, non solo la Polizia ma anche i Carabinieri, la Guardia di Finanza e la nostra intelligence, dalle cui indicazioni molte operazioni hanno trovato spunto, c’è". Lo ha detto il capo della Polizia, Franco Gabrielli, ai microfoni di Sky TG24, soffermandosi sui rischi di attacchi del terrorismo internazionale nel nostro Paese. "Come ha detto oggi il nostro ministro (il responsabile del Viminale, Marco Minniti, ndr) 'mai dire mai'", ha aggiunto Gabrielli: "Questo significa che abbiamo lavorato bene per il passato e che abbiamo garantito in questi tre anni al Paese una cornice di assoluta sicurezza. Purtroppo, però, non è una condizione che è data per il futuro".

"I lupi solitari ci preoccupano"

Il capo della Polizia ha poi spiegato che "il disfacimento dello Stato islamico oggi vede una situazione di dispersione. Quello che già qualche mese fa ritenevamo assolutamente improbabile, ovvero l'arrivo attraverso i barconi di personaggi strutturati, oggi è un'eventualità che stiamo seguendo con molta attenzione. Significa che abbiamo a che fare con i cosiddetti ‘lupi solitari’, che oggi sono qualcosa che ci preoccupa".

Terrorismo, Gabrielli: "Lupi solitari ci preoccupano"

Instabilità politica non può influenzare la sicurezza

Per Gabrielli, l’instabilità politica "non può incidere sulla minaccia" terroristica. "Per fortuna - ha proseguito - gli apparati continuano. Come tutti i cittadini di questo Paese, ci auguriamo di avere quanto prima un Governo, ma noi ci siamo a prescindere", ha detto.

"Un secondo mandato? Sono un servitore dello Stato"

Gabrielli ha anche parlato di un suo ipotetico secondo mandato alla guida della Polizia: “Sono un servitore dello Stato, se c’è la possibilità di andare avanti ben lieto, se si deciderà altrimenti starò agli ordini. È sempre stata la mia regola di vita e posso assicurare che non è una cosa che mi angustia”, ha concluso.

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