Bimba morta per otite a Brescia, indagati tutti i medici

Il Pronto soccorso pediatrico degli Spedali Civili di Brescia (foto d'archivio)
2' di lettura

La Procura ha iscritto nel registro degli indagati il primo pediatra che ha visitato la bambina di 4 anni, i medici di Manerbio, quelli della Clinica Poliambulanza e infine quelli degli Spedali Civili. Si tratta di un atto dovuto in vista dell'autopsia

La Procura di Brescia ha iscritto nel registro degli indagati tutti i medici che, nell’ultimo mese, hanno preso in cura la bimba di 4 anni morta a causa di un'infezione partita da un'otite. Il provvedimento è un atto dovuto come garanzia nei confronti degli stessi medici: è stata fissata per lunedì, infatti, l’autopsia sul corpo della piccola. L’esame autoptico, irripetibile, sarà eseguito all'ospedale di Brescia con consulenti non locali. Tra i medici iscritti nel registro degli indagati ci sono il primo pediatra che aveva visitato la bambina un mese fa, i medici dell'ospedale di Manerbio, quelli della Clinica Poliambulanza e infine quelli degli Spedali Civili di Brescia, dove la piccola è morta.

Si indaga sull’ultimo mese

La bambina nell’ultimo mese era stata visitata ma non ricoverata in due strutture ospedaliere. Aveva febbre e dolori al collo, lamentava mal di testa e un forte fastidio all’orecchio. I genitori della piccola nelle scorse ore hanno incontrato il sostituto procuratore Claudia Moregola, che indaga sul decesso. “Sono molto provati e per questo è troppo presto per loro per fare una ricostruzione esatta di quanto accaduto. Ci sarà tempo più avanti per essere ascoltati dal magistrato. Hanno solo chiesto di poter riportare a casa il corpo della figlia per allestire la camera ardente”, ha spiegato l'avvocato Walter Ventura, legale della famiglia di Gottolengo, nel Bresciano. Sotto la lente di ingrandimento della magistratura sono finiti gli ultimi trenta giorni: da quando la bambina è stata visitata per la prima volta dal pediatra del paese, a quando è stata visitata la scorsa settimana prima all'ospedale di Manerbio e poi alla Clinica Poliambulanza (in entrambi i casi senza essere ricoverata), fino alla corsa del 31 marzo agli Spedali Civili di Brescia. Qui, dopo il ricovero nel reparto di rianimazione pediatrica, giovedì scorso è stato dichiarato il decesso. “La famiglia è convinta che qualcosa non sia stato fatto correttamente, ma ora prova solo tanto dolore”, ha concluso l’avvocato.

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