Trump licenzia ex numero due di Fbi e "avverte" procuratore Mueller

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Il nuovo capitolo della guerra tra il presidente Trump e l'Fbi si chiude col licenziamento dell'ormai ex numero due dell'Fbi Andrew McCabe, accusato di aver diffuso informazioni ai media e non essere stato onesto

Scontro fra Donald Trump e l'Fbi. Il presidente americano licenzia l'ex numero due dell'agenzia Andrew McCabe, lanciando un avvertimento al procuratore speciale del Russiagate Robert Mueller. A silurare McCabe è il ministro della Giustizia Jeff Sessions, da mesi in bilico per essersi astenuto dall'inchiesta sulle interferenze russe: le motivazioni sono fughe di notizie ai giornalisti e ''mancanza di sincerità'' anche sotto giuramento. McCabe tuttavia avrebbe conservato dei memo sugli incontri avuti a maggio dello scorso anno con il presidente Donald Trump e li avrebbe consegnati proprio al procuratore speciale Mueller che indaga sui presunti rapporti tra la Russia e la campagna presidenziale di Trump.

Le indagini sul Russiagate

''E' il momento di chiudere l'indagine'' sul Russiagate perchè viziata e motivata politicamente fin dall'inizio, dice intanto il legale del presidente John Dowd, chiedendo al vice ministro di Giustizia Rod Rosenstein di seguire il ''brillante e coraggioso esempio di Jeff Sessions''. Parole che evocano il licenziamento di Mueller, nominato proprio da Rosenstein che avrebbe l'autorità di cacciarlo, e sulle quali è subito bufera. I democratici attaccano e parlano di ''ostruzione di giustizia'' e di ''abuso di potere''. La Casa Bianca è costretta a prendere le distanze dalle controverse dichiarazioni di Dowd: ''ha parlato a titolo personale''.

Trump esulta su Twitter

Ma non basta: per l'amministrazione Trump è un'altra giornata nell'occhio dei ciclone, complicata della furia via Twitter del presidente. ''Il licenziamento di McCabe è un gran giorno per la democrazia'' scrive Trump. Ribadendo che ''non c'è stata collusione'' con la Russia, il presidente attacca poi l'Fbi e i suoi ex vertici ma anche il Dipartimento di Giustizia, parlando della loro ''corruzione'' e delle loro ''bugie''. Trump porta ad esempio della faziosità dell'agenzia e della disonestà di Mccabe i soldi ricevuti da sua moglie, Jill McCabe, per la sua campagna per il posto in senato della Virginia: un assegno da 500.000 dollari firmato Terry McAuliffe, amico di vecchia data di Bill e Hillary Clinton.

I memo di McCabe a Mueller

McCabe, licenziato a meno di 48 ore dalla pensione, però non sta a guardare e rompe mesi di silenzio. Il licenziamento - spiega - rientra nella guerra di Trump all'Fbi e a Mueller: "Sono stato licenziato per indebolire le indagini sulle interferenze russe sul voto e per screditarmi come possibile teste nell'inchiesta'' sul Russiagate, dice. Secondo indiscrezioni, McCabe avrebbe conservato documenti e appunti privati sulle sue interazioni con Trump e fra l'ex direttore dell'Fbi, James Comey, e il presidente. Documenti che, secondo il Wall Street Journal, sarebbero già stati consegnati a Mueller.

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