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Fano, l’ordigno bellico sarà fatto brillare lunedì 19 marzo

Gli artificieri dell'Esercito e della Marina militare a lavoro per mettere in sicurezza l'ordigno (Ansa)
2' di lettura

La bomba della Seconda guerra mondiale, innescata accidentalmente durante i lavori per realizzare uno scolmatore vicino alla spiaggia Sassonia, al momento si trova a largo della costa della cittadina in provincia di Pesaro

L’ordigno bellico che lo scorso 13 marzo aveva fatto scattare l’allarme a Fano verrà fatto brillare in mare il 19 marzo. Lo ha annunciato il sindaco Massimo Seri: "I palombari della Marina Militare effettueranno l'operazione lunedì prossimo se le condizioni del mare lo permetteranno". La bomba, risalente alla Seconda guerra mondiale, era stata rinvenuta durante i lavori della multiservizi Aset per realizzare uno scolmatore vicino alla spiaggia Sassonia. 

Situazione tornata alla normalità in città

Dopo il ritrovamento, vari quartieri della cittadina in provincia di Pesaro, tra cui il centro storico, la zona Sassonia e la periferia sud, erano stati fatti evacuare. La misura aveva interessato circa 23mila persone che sono state invitate a farsi ospitare da amici e parenti o, in alternativa, a spostarsi momentaneamente in palestre e parrocchie messe a disposizione dal comune. Le verifiche sull'ordigno avevano accertato che la bomba era stata innescata accidentalmente durante i lavori e sarebbe potuta esplodere entro 144 ore. Dopo un’attenta analisi della situazione, gli artificieri dell'Esercito e della Marina militare hanno messo l'ordigno in sicurezza portandolo a diverse miglia dalla costa, dove lunedì verrà fatto brillare.

Continua il monitoraggio della costa

L’ordigno, di fabbricazione inglese, è lungo 1,10 metri ed è carico con oltre 225 chilogrammi di tritolo. In attesa che venga fatto brillare, prosegue il monitoraggio del tratto di costa interessato per far rispettare l'interdizione alle attività marittime predisposta dalla guardia costiera di Fano. La zona nella quale non è possibile navigare è compresa nel raggio di due miglia dal punto di posizionamento in mare dell'ordigno, trasportato al largo della spiaggia per ridurre al massimo ogni rischio. L’interdizione, fa sapere la guardia costiera, lascia comunque accessibile il porto di Fano che può essere raggiunto dal suo versante Nord.

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