Fano, ritrovato ordigno bellico: evacuate 23mila persone

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La bomba, con una spoletta ritardata, sarà portata in mare aperto per farla brillare. Al lavoro Esercito e Marina Militare. Nell'area a rischio c'è anche un ospedale: trasferiti i malati. Le scuole restano chiuse. ("PERICOLO CESSATO", LEGGI GLI AGGIORNAMENTI)

Massiccia operazione per evacuare circa 23 mila persone dal centro di Fano, dopo il ritrovamento di un ordigno bellico in un cantiere sul lungomare Sassonia. Allontanate le persone da case, strutture ed edifici pubblici nel raggio di circa 1.800 metri dal punto di ritrovamento della bomba. La decisione è stata adottata dalla prefettura di Pesaro. 

L'ordigno è stato innescato accidentalmente

L'evacuazione immediata di circa 23.000 cittadini di Fano, in seguito al ritrovamento della bomba residuato bellico, è stata decisa perché l'ordigno è stato innescato accidentalmente durante alcuni lavori. Mille i soldati chimati a collaborare alle operazioni di evacuazione impegnati, anche casa per casa, nell'area di sicurezza. Predisposti centri di raccolta in palestre e altre strutture.

Evacuato anche l'ospedale Santa Croce

A Fano sono stati evacuati l'ospedale Santa Croce e la stazione ferroviaria, a causa dell'ordigno risalente alla Seconda Guerra mondiale rinvenuto lungo il lungomare di Sassonia. Bloccati anche i treni dalle 21:30, dato che la stazione (come l'ospedale) si trova nella zona di pericolo. Lo stop non ha interessato, invece, l'autostrada A14.
La bomba, con una spoletta ritardata, sarà portata in mare aperto per farla brillare. A operare, sul posto, Esercito Italiano e Marina Militare.

Le scuole resteranno chiuse

Durerà fino alle ore 13 di mercoledì 14 marzo lo stato di allarme per il rinvenimento di un ordigno della Seconda Guerra Mondiale a Fano, che ha portato ad evacuare circa 23 mila persone. "Si tratta di una misura precauzionale - spiega l'assessore alla Protezione civile Cristian Fanesi -. Le scuole saranno chiuse, ma non appena la bomba sarà stata fatta brillare e avremo i permesso delle autorità militari la gente potrà tornare a casa".

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