#L8marzo, donne e discriminazione: inviate a Sky TG24 le vostre storie

4' di lettura

A un mese dalla Giornata della donna, parte la nostra iniziativa. Mandateci video e scriveteci sui social network, via mail o su WhatsApp per condividere le vostre testimonianze. Proponendo anche idee per migliorare la condizione femminile

Non sarà un 8 marzo qualsiasi, il prossimo.  Il primo dopo lo scandalo molestie e il movimento di denuncia Me Too, nato a Hollywood e arrivato in tutto il mondo occidentale. A un mese dalla Giornata della donna, Sky TG24 vuole rendere questo giorno un’occasione concreta per raccontare le donne italiane di oggi.

#L8marzo: raccontateci le vostre storie

Per farlo, a partire da oggi, ci rivolgiamo alle donne che ci seguono sui social con l’hashtag  #L8marzo.  “Ti è successo, nell’ultimo anno, di sentirti discriminata in quanto donna? Raccontaci come”, è la prima domanda che vi poniamo.

Oltre alle vostre testimonianze,  vi chiediamo anche come possono, secondo voi, cambiare in meglio le cose:  “Cosa proponi in concreto per migliorare la condizione delle donne?” è la seconda domanda. Potete rispondere raccontando le vostre storie sulla nostra pagina Facebook, su Twitter e Instagram con l’Hashtag  #L8marzo, oppure all’indirizzo mail news@sky.it o via WhatsApp al numero 3496032901. Inviateci le vostre testimonianze con video, testi, messaggi vocali.

I temi in gioco

I punti critici sono tanti. Dalle discriminazioni sul lavoro alla violenza domestica,  dagli stereotipi di genere alla divisione tutt’altro che paritaria del lavoro familiare. Basta pensare al “gender gap”, il divario tra gli stipendi uomo-donna. Secondo le stime del World Economic Fourm, nel nostro Paese le donne guadagnano, in media, la metà degli uomini. Le difficoltà non mancano anche sulle possibilità quotidiane di conciliare lavoro e famiglia: sono quasi 30mila donne con bambini sotto i tre anni che hanno lasciato il lavoro nel 2016. Ma la discriminazione non passa solo da qui. Contamina anche il linguaggio e alimenta una mentalità che finisce per giustificare la violenza sulle donne. Un italiano su sei, secondo un sondaggio Ipsos, pensa che le donne vittime di violenza abbiano una parte di responsabilità.  E la violenza contro le donne si esprime anche sul web: a loro è rivolto il 63% dei contenuti offensivi condivisi sui social network. 

Proprio dai social network vogliamo dunque partire per raccontare le donne di oggi, tra ostacoli e potenzialità. Aiutateci con le vostre storie e le vostre proposte. 

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