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Influenza: 4 milioni gli italiani colpiti, mai così tanti dal 2004

I dati confermano che sono i bambini quelli più a rischio influenza (Foto: archivio Fotogramma)
3' di lettura

Nella sola seconda settimana di gennaio, sono stati più di 800 mila i nuovi casi registrati nel nostro Paese. Secondo gli esperti, la colpa di un'epidemia così violenta è di Yamagata, il nuovo ceppo virale che ha sorpreso i medici rivelandosi più forte del previsto

Un delle influenze più forti registrate dal 2004. Dall'8 al 14 gennaio 2018 il numero degli italiani colpiti è stato di circa 832 mila, che si aggiungono agli oltre tre milioni già contagiati nelle settimane precedenti. In totale, considerando i numeri del nuovo rapporto epidemiologico Influnet a cura dell'Istituto superiore di sanità e relativo alla seconda settimana del 2018, le persone costrette a letto dal virus sono quasi 4 milioni, più precisamente 3.883 mila.

 Mai così tanti ammalati dal 2004   

"La circolazione del virus influenzale quest'anno è molto intensa, superiore anche alla pandemia del 2009/10 e paragonabile solo alla stagione 2004/05" ha spiegato Antonino Bella del Dipartimento Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanita' (Iss) e curatore del bollettino Influnet. 

Bambini tra i più colpiti, la colpa è di "Yamagata"

Dati alla mano, la fascia maggiormente colpita è quella dei bambini al di sotto dei cinque anni, in cui si osserva un'incidenza pari a circa 30,8 casi per mille assistiti. Secondo gli esperti, però, la particolare virulenza di questa influenza ha un nome specifico: Yamagata. È lui il nuovo ceppo che ha sorpreso i medici rivelandosi più aggressivo del previsto. A spiegarlo è Fabrizio Pregliasco, virologo all’università di Milano, che sottolinea come lo Yamagata tra l'altro era contenuto solo nel vaccino quadrivalente, non nel trivalente. "Ma il problema principale, come sempre - spiega Pregliasco - non è il vaccino, che fanno in linea di massima solo gli anziani o i soggetti a rischio, ma il boom tra i bambini, il cui sistema immunitario non era preparato a questa variante". 

"Il peggio è passato"

Secondo l'esperto, ad aggravare ulteriormente la situazione c'è anche una nuova variante dell'H1N1, lo stesso ceppo dell'influenza A che ha "sorpreso" il sistema immunitario degli italiani. In ogni caso, precisa il virologo, "l'incidenza è alta, ma non vuol dire che questa influenza, come si sente dire, sia più aggressiva a livello di sintomi". Tuttavia, non ci sono soltanto cattive notizie. Il dottor Pregliasco sottolinea infatti che ormai il peggio è passato: "Proprio perché' sono i bambini gli 'untori', noi virologi per capire l'andamento dell'epidemia guardiamo i dati sulla loro fascia di età e stiamo registrando un calo da due settimane. Il che significa che i diffusori del virus si stanno ammalando sempre meno, ora a cascata caleranno anche le altre fasce d’età".

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