Eternit, riprende a Torino il processo bis

Il magnate svizzero è sott'accusa per il decesso, nello stabilimento Eternit di Cavagnolo, di due operai, entrambi uccisi dal mesotelioma (Fotogramma)
2' di lettura

Dopo il respingimento da parte della Cassazione dei ricorsi presentati dalla Procura di Torino e dalla Procura generale del Piemonte, il magnate Stephan Schmidheiny dovrà rispondere dell’accusa di omicidio colposo con colpa cosciente per il decesso di due operai

Il 19 dicembre, a Torino, riprende il processo Eternit bis a carico dell'imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny. Il magnate è accusato di omicidio colposo con colpa cosciente per il decesso, nello stabilimento Eternit di Cavagnolo, in provincia di Torino, di due operai, entrambi uccisi dal mesotelioma, un tumore che nasce dalle cellule del mesotelio ed è associato soprattutto all'esposizione all'amianto.

"Un’epopea per le vittime"

Il 29 novembre, la Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi della Procura di Torino e della Procura generale del Piemonte contro la decisione del gup Federica Bompieri di cancellare l'accusa di omicidio volontario e di dividere il maxi-processo in quattro differenti tronconi. Stephan Schmidheiny dovrà rispondere di omicidio colposo con colpa cosciente, ossia aggravato dal fatto che l’imputato era nelle condizioni di prevedere che sarebbero derivate delle morti dalla diffusione di fibra di amianto. "Questa vicenda giudiziaria è una vera e propria epopea per le vittime", ha dichiarato l'avvocato Ezio Bonanni che, in qualità di legale e di presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto (Ona), nel processo Eternit bis segue la famiglia di Giulio Testore, una delle due vittime di Cavagnolo. "Nell'udienza del 19 dicembre – ha spiegato Bonanni - formuleremo tutta una serie di richieste e contesteremo la legittimità del provvedimento di rinvio a giudizio". L'Osservatorio nazionale amianto è un’associazione che assiste le vittime e i familiari esposti ad amianto e si è costituita parte civile al processo.

Impegno per lo stabilimento di Siracusa

"L'impegno dell'Ona continua per tutte le vittime dell'Eternit, comprese quelle dello stabilimento di Siracusa, troppo spesso dimenticato" ha aggiunto Bonanni insieme ai colleghi Andrea Ferrero Merlino e Alberto Costanzo. "La condotta di Schmidheiny – ha concluso - si è rivelata decisiva anche in Sicilia, ed in particolare a Siracusa". 

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