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Igor: ero in Spagna da settembre, sì a estradizione in Italia

4' di lettura

Norbert Feher, accusato - tra gli altri - degli omicidi di Budrio e Portomaggiore, interrogato dai magistrati spagnoli. Afferma di trovarsi nella penisola iberica da 4 mesi e accetta di essere processato in Italia. I giudici vogliono ricostruire la rete della latitanza

"Ero in Spagna da settembre". E' stata questa la prima ammissione di Norbert Feher, alias Igor russo o Igor Vaclavic, catturato lo scorso 15 dicembre dopo otto mesi di latitanza, davanti ai magistrati del tribunale di Alcaniz, nel sud dell'Aragona. Una dichiarazione tutta da verificare. Non solo: Igor ha accettato l'estradizione in Italia. L’uomo, che non è russo ma serbo, si trova per la prima volta davanti a un magistrato spagnolo dopo l’arresto. I giudici stanno cercando di ricostruire i suoi movimenti durante gli otto mesi di fuga, la rete di complicità, come abbia lasciato l'Italia e attraversato il confine e quali contatti possa aver utilizzato per spostarsi e vivere in boschi e in lande desolate in Spagna.

Davanti al giudice

Igor, ricercato dall'Interpol per gli omicidi commessi in Italia e arrestato venerdì dalla Guardia Civil dopo l'uccisione di tre persone in Andorra (Teruel), è stato interrogato in videoconferenza dal giudice dell'Audiencia Nacional, Carmen Lamela. In Spagna l'uomo è accusato dell'omicidio, giovedì sera, di due agenti della Guardia Civil, Victor Romero e Victor Gesù Caballero, e di un allevatore di bestiame, Josè Luis Iranzo, in una sparatoria avvenuta tra i comuni di Albalate e Andorra. Il cittadino serbo è sospettato di essere anche l'uomo che, lo scorso 5 dicembre, aprì il fuoco e ferì due altre persone ad Albalate.

Nella rete dei complici ci sarebbero 6 italiani

Intanto, continuano le indagini sui fiancheggiatori che Igor avrebbe avuto durante la latitanza. Un aiuto potrà arrivare dal materiale informatico sequestrato al momento dell'arresto: cellulare, tablet, computer e chiavette usb. Nel mirino una decina di persone, tra cui anche sei italiani. L'obiettivo è anche capire quando e come il latitante abbia raggiunto la Spagna: tra le ipotesi, per ora poco più che una suggestione, quella che abbia fatto un tratto di viaggio su un pullman per pellegrini. Gli investigatori - ufficiali dei carabinieri sono volati in Spagna per coordinarsi con i colleghi iberici - sono in attesa degli esami balistici su due delle quattro pistole che l'uomo aveva con sé e che potrebbero essere quelle rapinate in Italia, mentre le altre due le aveva prese, insieme al furgone, ad una delle sue ultime vittime - due agenti della Guardia civil e un allevatore - in una fattoria di El Ventorillo.

Non sono preoccupato

L’attenzione di chi indaga si è soffermata anche su Luigi Scrima, ex compagno di carcere in Italia di Igor. “Preoccupato di che? Ho fatto tutto quello che potevo per aiutare gli inquirenti”, ha detto l’uomo. Scrima, residente a Lugo (Ravenna), risulta essere una delle persone monitorate in questi mesi dagli investigatori che davano la caccia a Norbert. Proprio seguendo le tracce di Scrima, che non sarebbe indagato, erano arrivati in Spagna, a Malaga, anche se non è chiaro che tipo di contatti avesse il romagnolo nella città iberica né che collegamento ci sia con Feher, catturato in Aragona. "Non voglio saperne nulla", si limita ad aggiungere Scrima.

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