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Ferrovie, 500mila interventi nel 2016 contro il disagio nelle stazioni

L'85% dei quasi 500mila interventi degli Help center nel 2016 ha riguardato servizi di sostegno di base (foto d'archivio, Fotogramma)
3' di lettura

Presentato a Roma il bilancio sulle attività degli Help center, sportelli di ascolto situati all’interno o nelle zone limitrofe degli scali. Che forniscono servizi di prima necessità e orientano le persone in difficoltà verso le strutture più adatte

Sono stati circa 500 mila gli interventi effettuati nel 2016 dagli Help center, sportelli di ascolto finalizzati a contrastare il disagio sociale nelle stazioni ferroviarie italiane. È quanto emerge dal nuovo Rapporto dell’osservatorio sul disagio e la solidarietà nelle stazioni italiane (Onds) presentato nella sala Auditorium delle Ferrovie dello Stato italiane a Roma. Gli interventi hanno riguardato principalmente servizi di sostegno di base, come erogazione di pasti e abbigliamento e interventi di accompagnamento e orientamento.

Cosa sono gli Help center

Il progetto è stato concepito nel dicembre del 2002 allo scopo di affrontare i fenomeni di emarginazione sociale e povertà estrema nelle aree ferroviarie. A questo scopo sono stati creati gli Help center, sportelli di ascolto situati all’interno o nelle zone limitrofe delle stazioni ferroviarie che forniscono servizi di prima necessità o orientano le persone in difficoltà verso i servizi sociali della città, come centri di accoglienza, comunità terapeutiche o associazioni specializzate. L’obiettivo sarebbe elaborare percorsi mirati per ciascun individuo e favorire il reinserimento sociale. I centri sono affidati a enti del privato sociale o gestiti direttamente dal Comune. Ad oggi gli Help center sono 17: Roma Termini, Milano Centrale, Bari, Bologna, Brescia, Catania, Chivasso, Firenze Santa Maria Novella, Foggia, Genova Cornigliano, Melfi, Messina, Napoli Centrale, Pescara Centrale, Reggio Calabria, Torino e Trieste.

Il progetto delle Ferrovie dello Stato

Dei circa 500mila interventi effettuati dagli Help center nel 2016, l’85% (ovvero circa 410 mila) ha riguardato servizi di sostegno di base come docce, erogazione di pasti e distribuzione di vestiario. Il rimanente 15% (75mila interventi) include, invece, interventi di accompagnamento e orientamento. Nel 2016, rispetto all’anno precedente, è salito del 7% il numero delle persone registrate agli Help center, così come è cresciuto il dato di chi per la prima volta si è rivolto a queste strutture (+18%). Diminuito leggermente, invece, il numero degli utenti abituali (-2,2%). Rispetto al 2015 sono aumentati i servizi di sostegno di base (da quasi 365mila a circa 410mila), a testimonianza dell’impatto dei flussi migratori che transitano negli scali ferroviari. Tra i fruitori del servizio ci sono stati circa 6mila Italiani, 5mila stranieri comunitari e 11mila extracomunitari. Nel complesso, sempre nel 2016, gli Help center hanno totalizzato 4565 giorni di apertura, con quasi 32mila ore di attività, 46 operatori sociali attivi ogni ora su tutta la rete e 845 volontari.

Un modello europeo

Il modello degli Help center è stato preso come esempio anche da altre reti ferroviarie europee, come è successo in Francia, Belgio e Lussemburgo. “L’opera degli Help center – ha sottolineato Renato Mazzoncini, amministratore delegato e direttore generale di Fs italiane – è preziosa non solo per coloro che ne usufruiscono ma per tutta la collettività”. La crescita del servizio è certificata dai numeri: dai 160mila interventi nel 2011 al mezzo milione nel 2016. “Questi numeri – ha aggiunto Mazzoncini - confermano quanto l’azione di questi centri sia essenziale per le stazioni e per i territori in cui sono inserite”.

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