Naufragio, il procuratore a SkyTG24: "Una manovra azzardata"

1' di lettura

Francesco Verusio, a capo delle indagini sull’incidente all’isola del Giglio, spiega: "La rotta non doveva essere quella". Poi, conferma l’abbandono della nave da parte del comandante, in stato di fermo, e dice: "I sistemi di comando non hanno funzionato"

Guarda anche:

FOTO: Le prime foto della nave naufragata - La notizia fa il giro del mondo - I naufraghi della Costa Concordia - Le testimonianze sul web - Lo squarcio di 70 metri - Il Gigante dei mari prima e dopo

VIDEO: I soccorsi visti dall'alto- Il racconto dei testimoni - Il direttore di Costa Crociere: "Difficile dire cosa sia successo" - Paura sulla scialuppa: il filmato

APPROFONDIMENTI
: La cronaca della giornata - Rotta sbagliata o scoglio non segnalato?Costa Concordia: un "gigante del mare" di 115 tonnellate - Dalla Moby Prince alla "strage di Natale": i precedenti - La rotta della nave: mappa - I dubbi dal web - Sport: la nave dove De Laurentiis riabbracciò il Pocho - Dopo il naufragio l'allerta ambientale

(In fondo all'articolo tutti i video sul naufragio)

“La rotta non doveva essere quella”. Il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, spiega a SkyTG24 quello che è emerso dalle prime indagini sul naufragio della Costa Concordia che hanno portato anche al fermo del comandante Francesco Schettino. Del quale dice: “Se ha abbandonato la nave? Purtroppo devo confermare questa circostanza”. Tra le accuse contestate, oltre a naufragio e omicidio colposo plurimo, c’è infatti a carico del comandante anche l'abbandono della Costa Concordia.
“Abbiamo sentito tutte le persone dell’equipaggio per capire cosa fosse successo, la rotta non doveva essere quella e il comandante si trovava sulla plancia di comando – ha spiegato il procuratore Verusio – per cui abbiamo disposto il suo fermo e il sequestro della nave e della scatola nera”.
Quanto alle polemiche sui soccorsi e in particolare all’accusa rivolta da alcuni passeggeri ai membri dell’equipaggio ritenuti “impreparati”, il procuratore di Grossetto ha spiegato: “Più che l’equipaggio, credo che sono stati i sistemi di comando che non hanno funzionato come dovuto”.
Poi ha concluso: “Stiamo valutando l’eventuali responsabilità di altre persone in questa manovra così azzardata, ci vuole un po’ di tempo per capire quante responsabilità possono venire fuori dalle indagini”.

Leggi tutto
Prossimo articolo