La Calabria dice no alla 'ndrangheta

No 'ndrangheta -
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Migliaia di cittadini in piazza a Reggio Calabria per la manifestazione per la legalità promossa all'indomani dell'attentato al procuratore Di Landro. Il governatore Scoppelliti: "C'è voglia di crescita civile". FOTO E VIDEO

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Decine di migliaia di persone (40mila secondo gli organizzatori) hanno partecipato a Reggio Calabria alla manifestazione "No 'ndrangheta" promossa dal Quotidiano della Calabria all'indomani dell'attentato contro l'abitazione del procuratore generale di Reggio, Salvatore Di Landro. Il corteo si è snodato per la centrale corso Garibaldi, per concludersi in piazza Duomo.

Centinaia i gonfaloni di comuni calabresi e le bandiere di associazioni di categoria, sindacati, associazioni antiracket, movimenti e partiti di tutti gli schieramenti. Moltissimi i giovani, così come i rappresentanti istituzionali, alcuni parlamentari e i vertici della Regione, con il presidente della Giunta, Giuseppe Scopelliti, e quello del Consiglio, Francesco Talarico.
In piazza anche i genitori di Domenico Gabriele, il bambino ucciso per errore in un campo di calcetto a Crotone durante una sparatoria.


"Una grandissima manifestazione popolare, compatta attorno alle istituzioni in un momento in cui c'è chi lavora per disgregarle - ha commentato Scoppelliti - tante persone perbene di tutta la Calabria si sono raccolte per marcare in maniera netta la distanza dalla malapianta. C'è tanta voglia di crescita civile, di futuro certo, senza illegalità e violenza".

"Vogliamo uscire dall'oppressione mafiosa. Vogliamo una Calabria libera da condizionamenti della paura, una Calabria e una società che si muovono sul terreno dei principi" le parole del procuratore generale di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro,  dal palco allestito in piazza Duomo. "Oggi - ha aggiunto Di Landro - è un giorno importante per Reggio e la Calabria. Vogliamo ricostruire una terra bella e gentile". Di Landro ha poi lanciato un appello alle donne di mafia: "Convincente i vostri uomini e i vostri figli ad abbandonare la via del crimine, una strada che non paga".

"Oggi la Calabria ha capito che mettendo insieme le risorse migliori, è in grado di guardare in maniera compatta al futuro" il commento del direttore del "Quotidiano della Calabria", Matteo Cosenza, promotore dell'iniziativa attraverso un appello lanciato dalle pagine del giornale.

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