Dpcm: Deiana (Anci), delega a sindaci è una idiozia

Sardegna
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"Se un Governo decide il coprifuoco lo fa e basta"

Dal nord al sud i sindaci sardi scelgono la linea della prudenza e annunciano che al momento non ci sarà alcun 'coprifuoco' nelle città dell'Isola. Il chiarimento del Viminale sull'ultimo Dpcm assegna ai prefetti il compito di valutare se e dove far scattare i divieti di assembramento nelle piazze e nelle strade dopo le 21, concordando poi con i sindaci le eventuali ordinanze con le relative restrizioni.

E il presidente dell'Anci Sardegna, Emiliano Deiana, attacca: ""Se un Governo decide di attuare il coprifuoco lo fa, la delega ai sindaci - attacca - non è solo uno scaricabarile, ma proprio un'idiozia". "Se un sindaco chiude e l'altro lascia aperto cosa pensate che avvenga sul territorio? Che le persone si mettono in macchina e migrano da un posto all'altro". E infine: "Se chiude il Governo il controllo dell'esecuzione delle misure è demandato a polizia e carabinieri, ma se chiude un sindaco, specie in città medio-piccole e con gli organici dei vigili risotti all'osso, chi controlla?".

CAGLIARI - "Nel Dpcm varato dal Governo Conte non è indicato che il compito di intervenire sia in capo ai sindaci. Ma, se anche fosse questa l'interpretazione, con la sola polizia municipale sarebbe impossibile fare rispettare la disposizione. Sarebbe una soluzione impraticabile". Lo ha detto all'ANSA il sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu, in merito all'articolo 1 del Dpcm nel quale si dispone la possibile chiusura degli esercizi commerciali in caso di assembramento.

SASSARI - A Sassari sarà vietato il consumo di alcolici in tutte le strade della città dopo le 18. Si tratta di una misura più restrittiva rispetto all'ultimo Dpcm che prevede il consumo al tavolo in bar, pub e ristoranti dalle 5 alle 24, solo fino alle 18 il consumo non al tavolo. In questo modo, spiega il sindaco Nanni Campus che ha adottato l'ordinanza, "vogliamo impedire che quelli che non possono consumare nei bar dopo le 18 perché magari non hanno trovato posto a sedere, si riversino sulle strade a bere. Se lo dovessero fare scatterà la sanzione". Non solo: "Se quelli che berranno alcolici per strada saranno più di tre, ci sarà una sanzione anche per il mancato rispetto delle norme antiassembramento", avverte il primo cittadino. Per il resto, chiarisce Campus, "non intendo inasprire le misure del Dpcm, non si può scaricare sui sindaci, che tra l'altro non hanno la possibilità di ristorare i locali per i mancati introiti".

NUORO - Nessun coprifuoco a Nuoro e negli altri centri della provincia. I sindaci scelgono la linea della prudenza e aspettano chiarimenti prima di decidere in base all'ultimo Dpcm ma soprattutto alla curva dei contagi, se chiudere dalle 21 piazze e strade dei loro comuni allo scopo di evitare pericolosi assembramenti. Il sindaco del capoluogo barbaricino Andrea Soddu spiega all'ANSA: "Non c'è nessuna necessità di una ordinanza con queste prescizioni - spiega all'ANSA il sindaco di Nuoro Andrea Soddu - alle 21 infatti la città è già semi deserta. I cittadini hanno capito da soli che è meglio tornare a casa. Quanto alle nuove regole del Dpcm confido nel buon senso di chi deve farle osservare e spero che si attengano ai contenuti che vi sono scritti. Naturalmente per questo saranno garantiti i controlli della Polizia municipale".

La Prefettura di Nuoro riunirà in settimana il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica per valutare eventuali criticità e concordare con i sindaci del territorio se sia il caso o meno di chiudere piazze e strade dalle 21 per evitare assembramenti e nuovi contagi da Covid 19. Il prefetto Luca Rotondi farà il punto della situazione con i primi cittadini delle province di Nuoro e Ogliastra, con le forze dell'ordine e con la Assl. Sarà inoltre l'occasione per verificare le forze in campo chiamate ad assicurare il rispetto delle nuove prescrizioni contenute nell'ultimo Dpcm del Governo.

ORISTANO - "Stiamo valutando". Così il sindaco di Oristano Andrea Lutzu sull'ipotesi di disporre la chiusura al pubblico dopo le 21 di strade o piazze nei centri urbani dove si possano creare situazioni di assembramento. "Il Dpcm non è scritto bene - spiega - e alcune cose vanno interpretate".

OLBIA - No alla chiusura di quartieri e strade dopo le 21. Secondo il sindaco di Olbia Settimo Nizzi "sono già più che sufficienti le restrizioni anti Covid-19 previste dall'ultimo Dpcm: noi dobbiamo limitarci a stare attenti e a rispettare le regole. Quindi, uso delle mascherine, igienizzazione delle mani, distanziamento sociale". D'altro canto, spiega Nizzi, "se dovessimo continuare a chiudere, tra qualche mese la gente si troverebbe alla fame o scenderebbe in piazza". Il sindaco di Olbia rinnova infine l'appello per "una maggiore attenzione da parte di Ats nella trasmissione dei dati dei positivi in tempi rapidi". "L'emergenza - dice - è proprio questa: dobbiamo essere messi nelle condizioni di conoscere i dati in tempo reale".

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