Test obbligatori Sardegna, Governo impugna ordinanza

Sardegna
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Avvocato dello Stato deposita ricorso al Tar Sardegna

Potrebbe arrivare in serata, ma se i tempi si allungheranno slitterà a domani, la decisione del Tar Sardegna in merito all'istanza cautelare chiesta dall'Avvocatura dello Stato dopo l'mpugnazione dell'ordinanza del governatore della Sardegna Christian Solinas che prevede test obbligatori per i passeggeri in arrivo nell'Isola che non si siano presentati all'imbarco con una certificazione di negatività al Covid-19. Il mancato rispetto dell'articolo 16 della Cosituzione sulla libera circolazione delle persone è la ragione fondamentale del ricorso. I legali della Regione avrebbero già preparato la memoria e il ricorso d'urgenza, secondo le indiscrezioni filtrate, potrebbe essere esaminato dal presidente della seconda sezione del Tar Francesco Scano.

A contestare il provvedimento del presidente Solinas erano stati gli uffici del ministero degli Affari Regionali di concerto con il ministero della Salute. Se il Tar decidesse di esprimesi non con un pronunciamento presidenziale ma con uno collegiale, i tempi potrebbero allungarsi. In caso di accoglimento della sospensiva da parte del Tribunale amministrativo, verrebbero sospesi gli effetti dell'ordinanza e dunque cadrebbe l'obbligatorietà dei test almeno sino al giudizio di merito.

L'istruttoria sull'ordinanza era stata aperta subito dopo la pubblicazione dal ministro degli Affari regionali Francesco Boccia che ha lavorato sull'approfondimento giuridico con il ministro della Salute Roberto Speranza e l'Avvocatura dello Stato. Presumibilmente, nel ricorso depositato al Tar c'è anche una richiesta di sospensiva. Ora il presidente del Tribunale amministrativo deciderà se discuterla nella prossima camera di consiglio o se procedere subito, dunque entro poche ore. L'impugnazione era attesa già ieri, nel primo giorno di efficacia dell'ordinanza che ha provocato il caos negli scali sardi con passeggeri disorientati e società di gestione alle prese con una norma definita "un enigma".

SOLINAS, DA GOVERNO ATTO ARROGANTE. "Ogni atto del presidente della Regione finalizzato a contrastare la diffusione del virus nel corso di questa emergenza sanitaria in Sardegna è stato adottato nell'esclusivo intento di garantire la piena tutela della salute pubblica, dei sardi e dei turisti. Nei mesi precedenti abbiamo lottato per affermare, nel rispetto della legalità e della legittimità, il diritto a salvaguardare la nostra Isola, preservando il risultato raggiunto di azzeramento della circolazione virale, ma il Governo ha opposto alle nostre legittime richieste ostacoli e dinieghi ingiustificati - afferma Solinas -. Abbiamo sempre rivendicato la nostra autonomia, proponendo però, in ossequio al principio di leale collaborazione - prosegue Solinas - modelli di controllo da estendere all'intero territorio nazionale, nell'alveo delle migliori pratiche internazionali, da attuare in piena coerenza con le disposizioni di legge e le norme costituzionali". "La scelta del ricorso conferma un atteggiamento arrogante e propagandistico che mira a soverchiare l'autonomia speciale e contrastare sul piano ideologico e non sostanziale l'azione di governo di una Regione - sottolinea ancora il governatore - evidentemente non allineata, posto che misure decisamente più discriminatorie nei confronti dei sardi sono state adottate da Lazio, Campania e Puglia senza che il Governo dicesse niente o facesse ricorso. Difenderemo in tutte le sedi le nostre ragioni, perché dinanzi al tribunale della nostra coscienza non si possa dire d'aver lasciato nulla d'intentato per contenere la nuova diffusione del virus e tutelare la salute del Popolo Sardo. Altri, è evidente, dovranno certamente assumersi tutte le responsabilità del caso".

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