Ucciso in disco: movente gelosia e soldi

Sardegna
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Sassari, domani autopsia vittima e interrogatorio accoltellatore

Sarà eseguita sabato 28 l'autopsia sul corpo di Giovanni Fresi, il 26enne di Sassari morto nel reparto di Rianimazione del Santissima Annunziata per le ferite di coltello infertegli da Giuseppe Dibo Elias, suo coetaneo, padre siriano e madre di Ittiri, dopo un alterco avuto nelle prime ore del mattino al bancone del Blu Star, storica discoteca di Ossi. La vittima aveva parato un primo colpo con un braccio, ma il secondo l'ha centrato al ventre, provocando traumi agli organi vitali ai quali non ha potuto rimediare l'intervento chirurgico cui è stato sottoposto appena arrivato in ospedale con l'ambulanza del 118.

A chiamare i soccorsi erano stati i gestori del locale mentre l'accoltellatore, che vive in Germania col padre e si trovava in questi giorni dalla madre, si dava alla fuga. Difeso dagli avvocati Gabriele e Luigi Satta, Elias sarà interrogato sabato. Nel frattempo resta nel carcere di Bancali, dove ha ricevuto la visita dei legali.

Secondo la ricostruzione che convince maggiormente i carabinieri della compagnia di Sassari, coordinati nelle indagini dal sostituto procuratore Angelo Beccu, pare che i due fossero giunti alle mani e che non fosse la prima volta che questo accadeva. Dopo l'ennesima lite, di cui il giovane ittirese porta i segni, la decisione di prendere il coltello e di aggredire il ragazzo sassarese, ben più grosso di lui. Sui motivi dell'attrito si seguono due piste: da una parte si ipotizzano questioni di debiti mai saldati, dall'altra una ragazza contesa, l'ex dell'accoltellatore, per la quale Fresi avrebbe manifestato qualche interesse.

La giovane, che non è indagata, si trovava nella discoteca la notte tra il 25 e il 26 dicembre, terminata tragicamente intorno alle 4 e mezza del mattino, e sarebbe andata via con l'aggressore, il cui arresto è avvenuto alcune ore dopo nella casa della madre grazie all'intervento di quest'ultima, che ha convinto il figlio a non scappare e ha chiamato i carabinieri. Nel centro storico di Sassari, dove Giovanni Fresi viveva ed era molto conosciuto, è stata attivata una raccolta pubblica di soldi per sostenere le spese del funerale.
   

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