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Ambiente, piante contro l'inquinamento

1' di lettura

Progetto presentato da Sgaravatti con Università di Cagliari

È un progetto verde. Con le piante che si mettono al servizio dell'ambiente per spazzare via l'inquinamento da idrocarburi. Si chiama "Bicap-Biorisanamento da idrocarburi con ammendanti naturali e piante vascolari": Green Land Srl (Sgaravatti Group) lo sta realizzando in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Biomediche dell'Università di Cagliari. L'obiettivo è quello dello sviluppo di una tecnologia ecosostenibile per il disinquinamento. Si punta alla riqualificazione di aree degradate a causa della contaminazione da idrocarburi. Come funziona? Le "comunità microbiche" agiscono sugli idrocarburi presenti nei suoli e trasformano le sostanze inquinanti in composti organici semplici. Oppure li fanno diventare composti inorganici.
    "L'applicazione di masse bilanciate di sostanza organica - si legge nella scheda del progetto - può agire sui parametri fisico-chimici del substrato migliorando la funzione di nutrizione del terreno e la capacità di ospitare specie vegetali pioniere anche in aree degradate e inquinate, nell'ottica dell'attuazione di pratiche di "fast landscaping" dei siti inquinati".
    Pronti a partire. C'è un disegno sperimentale elaborato nei mesi scorsi. E c'è stata già una prima selezione di specie vegetali autoctone. I primi esperimenti si faranno in azienda.
    "Non è un problema solo regionale- ha detto Gianluigi Bacchetta.
    Universitá di Cagliari- ma le piante possono essere utilizzate anche in altri contesti. Si può ipotizzare un'azione pilota in Sardegna con la possibilità di esportare questa tecnologia - e con essa le piante - in altre aree del Mediterraneo. O comunque in regioni con un clima simile a quello dei Paesi del Mediterraneo".
    Si è parlato anche della possibilità di portare tecnologia e piante in Azerbaijan. Il progetto - presentato da Rosi Sgaravatti e, insieme a Bacchetta, da Elena Tamburini e Enrico Sanjust - è al calcio di inizio, ma presto dovrebbe coinvolgere altri ricercatori.

Data ultima modifica 09 novembre 2019 ore 14:02

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