Intesa Stato-Sardegna, sul piatto 2,1mld

Sardegna
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Firma attesa giovedì. Solinas, "soldi per opere scuole e sanità"

La firma dell'intesa Stato-Regione sui 2,1 miliardi di euro che entreranno nelle casse della Sardegna tra il 2020 e il 2033 è in programma alle 16.30 al ministero degli Affari regionali. Il presidente Solinas ha incassato il mandato del Consiglio regionale a trattare e chiudere, ma con le astensioni delle opposizioni.  "Ho chiesto una cospicua somma per un piano di opere infrastrutturali che vadano a colmare gli svantaggi dell'insularità - ha spiegato il governatore - penso per esempio a strade, scuole, beni archeologici, ma anche risorse per l'edilizia sanitaria". Complessivamente si tratta di 1,6 miliardi da spalmare in dieci anni grazie al bilancio pluriennale.
Il presidente punta a risolvere anche un'altra partita che riguarda i 76 milioni che la scorsa Giunta utilizzò per il piano di disavanzo sanitario con fondi Fsc (Sviluppo e coesione) ma senza autorizzazione del Cipe: nell'accordo sarà scritto nero su bianco che il Cipe dà l'autorizzazione a usarli per la spesa sanitaria. La Sardegna, inoltre, è esclusa dai contributi che lo Stato riserva per il funzionamento delle province. "Stiamo trattando su quanto lo Stato dovrà versare ogni anno", precisa il governatore.

Infine la questione accantonamenti. Per le partite del 2018 e del 2019 Solinas punta a ottenere 400 milioni, mentre dal 2020 confida di ottenere il modello della Sicilia: il contributo della Sardegna alla finanza pubblica passerebbe quindi all'1,14% del Pil. Questo farebbe risparmiare ogni anno 153 milioni. L'accordo vincolerà la Regione al ritiro dei ricorsi contro lo Stato e lo Stato a ritirare i suoi pendenti dinanzi alla Corte costituzionale. "Se riusciremo a chiudere - afferma il presidente - sarà un grande successo".

 

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